Nel 1815 difese l'isola dagli assalti barbareschi Sant'Antioco, una targa in ricordo dell'eroe Efisio Melis Alagna


SANT'ANTIOCO. In occasione de Sa die de sa Sardigna il consiglio comunale verrà riunito in seduta solenne, insieme al costituendo consiglio comunale dei ragazzi, per la posa di una lapide nel forte Su Pisu che ricordi il sacrificio, avvenuto nel 1815, di Efisio Melis Alagna in difesa del paese. Alla seduta parteciperà anche la banda musicale che dovrebbe nell'occasione suonare l'inno sardo "Su patriotu sardu a sos feudatarios". Questa è la prima decisione presa dalla Consulta per la lingua sarda che si è riunita nei giorni scorsi, presieduta dall'assessore alla Cultura Mariano Gala che ne aveva caldeggiato l'istituzione. I fatti che riguardano Melis Alagna e la città di Sant'Antioco avvennero il 16 ottobre del 1815, nell'ultima incursione barbaresca sulle coste sarde che costò, oltre alla vita dell'eroico comandante militare dell'isola e di 12 suoi commilitoni, la riduzione in schiavitù di 158 abitanti poi riscattati. I barbareschi, per eludere la sorveglianza del forte di Santa Cristina, nei pressi del ponte, sbarcarono a Is Pruinis ed accerchiarono l'abitato passando da Su Mori e Maccioni (attualmente via Matteotti) riuscendo così a sorprendere la cittadina e persino i difensori del forte Su Pisu. Gli assalitori erano più di mille e venivano dalle coste del Nord Africa, Tunisia ed Algeria. Solo in seguito a questi tragici fatti la flotta inglese, in virtù delle intese raggiunte al congresso di Vienna, nel quale venne stipulato un trattato che proibiva la tratta degli schiavi, giunse a cannoneggiare le piazzeforti africane costringendo la marineria musulmana a firmare un trattato di pace. Il corpo di Melis Alagna, in riconoscimento del suo valore, venne sepolto all'interno della chiesa parrocchiale di Sant'Antioco, ma in paese manca una testimonianza di questi fatti. Un particolare curioso, per costruire il forte, costruito col contributo dei cittadini di Sant'Antioco, nel quale morì, l'eroe non esitò a requisire un carro di calce al parroco che se ne lamentò con il vescovo. Si è deciso quindi, di murare una targa bilingue in ricordo. Questo è solo il primo atto del programma della Consulta che si è data una commissione ristretta, formata da Marco Massa e da Sergio Cossu per la stesura di un primo lotto di iniziative che valorizzino il patrimonio culturale locale.(c.f.)