ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Savorani soffriva di schizofrenia I genitori: ?E' mancata la vigilanza?


ROMA. L'hanno ritrovato impiccato in una cella del carcereSaint Paul di Lione. E finita cos? la vita di Stefano Savorani,29 anni di Imola con la mania dei dirottamenti.L'uomo che il mese scorso tent? di impossessarsi del voloAlitalia Bologna Parigi ? morto nel reparto psichiatricodella prigione, dove era stato rinchiuso e dove solo qualchegiorno fa si era suicidato il suo compagno di cella. La drammatica notizia ?stata trasmessa alle autorit?italiane intorno alle dieci diieri mattina. Savorani, dice laprima ricostruzione della vicenda,si sarebbe ucciso impiccandosicon una striscia distoffa ricavata dal coprimaterasso.In cella era solo e secondouna fonte giudiziarianon vi sarebbero dubbi sulladinamica del suicidio. Ma l'inchiestaaperta dovr? risponderea molte imbarazzanti domande.A cominciare dalla richiestadi precisazioni gi?inoltrata dalla Farnesina, tramiteil console, per sapere aquali misure di protezione esorveglianza fosse sottopostoil detenuto. Afflitto da schizofrenia paranoidee gi? in cura presso ilcentro di salute mentale diImola, dopo l'arresto Savoraniera stato trasferito in unbraccio specializzato del carcere.Divideva la cella con unaltro psicolabile, ChristianAbest, 35 anni. Internato dopouna rapina, Abest avevagi? tentato il suicidio ingoiandodei pezzi di vetro. Poi nellanotte tra marted? e mercoled?la prima tragedia. Abest vieneritrovato cadavere conuna busta di plastica in testa.Edema polmonare dir? l'autopsia.?Abbiamo giocato a Casperil fantasma?, racconter?Savorani ai secondini risvegliandosiil mattino dopo,ignaro dell'epilogo. Pochi minuti dopo la mezzanottedi ieri, invece, il nuovoe ultimo colpo di scena. Savoranifa a pezzi il materasso,costruisce una corda rudimentalee mette fine per semprealla sua esistenza. Ma sullamorte del ?pirata dell'aria?che aveva cercato di dirottaredue aerei e un pendolinocon il telecomando della tv,adesso scoppia la polemica.Nel paese di Borgo Tossignano,sull'Appeninno bolognese,dove Stefano abitava con igenitori tutti conoscevano lasua storia. Tutti sapevanoche quel giovane ex poliziotto(allontanato dal servizio proprioper le sue turbe psichiche)non era un soggetto pericoloso.E adesso c'? grandeamarezza davanti al calvariodi questa famiglia che avevasempre fatto salti mortali peroccuparsi di un figlio malato,dicono i medici, di ?megalomania?. ?Per nostro figlio non c' ?stata quella minima vigilanzache ci doveva essere?. Piangonoaffranti la madre Ornellae il padre Giuseppe che proprioin questi giorni si stavanopreparando per andarlo atrovare a Lione, in quel carceresovraffollato _ uno deipeggiori d'Oltralpe _ ribattezzatodai francesi ?la pentoladel diavolo? e gi? al centrodi numerosi scandali. I genitoridi Stefano, che da settimanebrigavano con gli avvocatie le autorit? diplomatiche peressere certi che il loro figliorivecesse farmaci e cure appropriatealla sua malattia,adesso partiranno lo stesso.Ma torneranno accompagnandouna bara. ?E successo quel che temevamo?,dice sconsolata anchela dottoressa Benedetta Prugnoli,che dirige il Centro disalute mentale di Imola e cheda quattro anni seguiva Stefano.?E successo _ aggiungela dottoressa _ malgrado lerassicurazioni che avevamoricevuto dal console italiano?. - Natalia Andreani