Energia a vento dall'Alta Nurra Inaugurata la centrale eolica di nuova generazione


SASSARI. Niente più sperimentazione, è un capitolo chiuso e definitivamnete affidato ai ricordi degli anni Ottanta e Novanta. Ora le pale girano davvaro per produrre energia sufficiente a soddisfare completamente i consumi di 12.500 famiglie. Sette torri da 1.750 Kw l'una, alte quasi settanta metri con rotori del diametro di 66. Gli aerogeneratori del tipo Vestas V66 a tre pale, girano con una velocità del vento compresa tra i quattro e i 25 metri al secondo. La nuova centrale eolica dell'Alta Nurra, il primo impianto in Italia dove sono installate macchine di generazione di grande taglia, è stata inaugurata ieri mattina da Enel GreenPower, società leader nel mondo nella produzione di energia da fonti rinnovabili. Proprio nei giorni scorsi l'Enel ha ricevuto, a New York, il prestigioso premio per le energie rinnovabili. Una sorta di Oscar per il comparto energetico a livello mondiale. A ritirarlo Paolo Pietrogrande, amministratore delegato di Enel GreePower che, ieri, era presente alla cerimonia di inaugurazione della centrale eolica di Fiume Santo. «Questo è un capitolo tutto nuovo _ ha detto _ non ha niente a che vedere con la sperimentazione. Sono due cose completamente diverse. Le tecnologie applicate sono all'avanguardia a livello mondiale. In Italia noi gestiamo oltre 300 centrali elettriche con una capacità installata superiore a 2100 Mw, utilizzando esclusivamente fonti geotermiche, mini-idro, eoliche e fotovoltaiche». Non lo dice, ma lo lascia intuire: se in Sardegna si puntasse con maggiore decisione sulle fonti rinnovabili, di certi impianti (che tanto fanno discutere) non ci sarebbe più bisogno. E viene spontaneo volgere lo sguardo a quella ciminiera di 218 metri che butta nel cielo azzurrino quel fumo nero che il vento sposta tutto da una parte. Giorgio Porcu, responsabile della società per la Sardegna, ci tiene a chiarire soprattutto una cosa: «In una interrogazione regionale (quella di Rifondazione comunista, ndc) è stato affermato che noi non agiamo direttamente, che ci serviamo di intermediari, e che utilizziamo macchine vecchie di 50 anni. Non è vero, noi siamo presenti direttamente, e gli impianti di produzione di energia rappresentano il meglio a livello mondiale in questo momento». Una passeggiata lungo la strada che si infila nel campo eolico, fin sotto i piedi di quella girandola gigante alta quasi settanta metri. Lì si consuma il rito del taglio del nastro, e c'è spazio per la benedizione impartita da monsignor Ferrandu. Gli ospiti guardano e pongono domande. Perchè macchine così grandi? Per una scelta precisa, che prevede l'installazione di un numero inferiore di aerogeneratori. Quanto ci sarà voluto per fare tutto questo? I lavori, iniziati nel gennaio 2002, sono stati ultimati a settembre. Quindi l'avviamento e il collaudo: l'energia prodotta in rete sarà trasferita alla cabina primaria «Nurra» tramite cavi interrati di media tensione. L'iniziativa è una sorta di vetrina per annunciare i programmi di GreenPower in Sardegna per lo sviluppo delle fonti rinnovabili: circa 8 milioni di euro di investimenti, 300 macchine installate «che porteranno importanti risultati in termini di miglioramento ambientale e di progressione dell' autonomia energetica nell'isola». Balli in costume (quello di Aritzo) nel piazzale della centrale, A Fiume Santo, proprio davanti a due centrali vendute da poco all'Endesa, dove c'è sempre in gioco la grande contestazione contro il «nero» di orimulsion e carbone, entra in scena l'energia «verde».

Gianni Bazzoni