Calcio story, le vecchie glorie ricordate con un calendario


Una galleria di foto che comincia nel '54LUCA DEMURO ARZACHENA. "Calcio story", ricordi calcistici arzachenesi impressi in un calendario dell'anno che verrà, sul cui frontespizio appaiono tre fotografie in bianco e nero. Due riguardano l'inaugurazione del Santa Maria della Neve, il primo campo regolamentare di Arzachena di proprietà della parrocchia, la terza immortala due vecchie glorie dell'Us Luisiana di Arzachena: Mario Fois e Paolo Columbano. Ricordi struggenti per il popolo della pelota arzachenese, ancora impressi nella memoria di quanti hanno vissuto in prima persona quel lungo e bel periodo della storia di Arzachena. Nella vecchia foto ingiallita della benedizione del campo sportivo parrocchiale compaiono, da sinistra a destra, il maresciallo della stazione dei carabinieri di allora, il sacerdote don Nino Dessole, il massaggiatore Umberto Casarin, il presidente della Luisiana Pasquale Demuro, il vescovo Melis, l'assessore Antioco Cudoni, il sindaco Giorgio Filigheddu e il vice sindaco Pietro Vernici, tutti passati a miglior vita, come si suol dire. Un amarcord che emoziona gli arzachenesi. Ogni mese, una squadra. Nacque nell'autunno dell'anno 1954 la prima compagine arzachenese regolarmente iscritta a un campionato di calcio, sicuramente il Csi, che voleva dire squadra di base che milita nel campionato di livello più basso che ci sia nel panorama calcistico locale. A gennaio compare la prima formazione arzachenese tenuta a battesimo, come potrebbe fare ora Sabrina Ferilli, da una giovanissima Simonangela Baffigo, arzachenese doc, andata in sposa a Pasquale Filigheddu, uno dei primi bancari del paese, dopo il padre Antonio, anche loro passati a miglior vita. Due anni dopo, nel 1956, in qualità di dirigenti della giovanissima squadra arzachenese, si riconoscono Raimondo Columbano e Santino Ganau. Il primo ha sempre fatto la professione di sarto, il secondo era un ciabattino che poi lavorò come usciere negli uffici allora periferici dell'Etfas di Arzachena. Corre l'anno 1957 e dal mese di marzo si riconoscono le vecchie glorie mai dimenticate dell'Arzachena Calcio di quegli anni. Su tutti un centrocampista tutto genio e sregolatezza, un certo Mario Giua, delle cui gesta sportive si continua a parlare anche oggi. Mario Giua vive ancora in paese, tutt'ora in forma splendida. Dal 1958 al 1960 ha fatto parte della compagine biancoverde gente come Nicola Columbano, Salvatore Sangaino, Salvatore Mariano, Franco Buscarino, Armando Carta, Paolo Filippeddu, Antonio Mulas, Tonino Giua, Andrea Orecchioni, Giovanni Maria Spanu, Giovanni Columbano, Giovanni Usai, Giovanni Maria Deiana e Tino Farina. Nasce nel 1963 la Luisiana, squadra che ha lasciato un ricordo indelebile. Ne face parte anche Giovanni Filippeddu, il consigliere comunale comunista che perì con la moglie Maria nel terribile rogo della Moby Prince. Agosto propone una foto storica della Luisiana, con il presidente Pasquale Demuro. Con lui ci sono gli olbiesi Francesco Sotgiu, Flavio e Giovanni Degortes, noto «Peinca», i fratelli Mario e Luigi Fois, i calangianesi Gelsomino e Panu, il maddalenino Mazzucco, l'allenatore calangianese Linaldeddu e il portiere lurese Mario Pudda. Nel 1969 a far parte della Luisiana vengono chiamati gli olbiesi Tore Deiana, meglio conosciuto con il nomignolo «Crudele», Antonello Bagatti, Tonino Conte e il portiere Silverio Romano con il rincalzo arzachenese Gianni Cossu, noto «Lallina» oppure «Oplà, non ce n'è più per nessuno». Da segnalare in formazione anche i due fantasisti arzachenesi Giancarlo Deiana e Franco Carta, noto «Ciccolo». Negli anni 1973-74 la Luisiana cessa di esistere. Si ritorna all'antico con il nome di Arzachena. Ed è nel 1975 che la compagine smeraldina tocca il picco più alto con lo spareggio-promozione in serie D con il Quartu Sant'Elena in campo neutro a Nuoro. Passano i quartesi per due reti a una, il gol della bandiera lo siglerà il maddalenino Antonello Murri, uno dei giocatori più forti del momento. Negli anni seguenti gioca Biagio Pirina che perirà tragicamente sul campo di Perfugas, colto da un maledetto e fulminante ictus cerebrale. Stavano per chiudersi gli anni Settanta. Calcio story, racconta un pezzo di storia. Luca Demuro