12 settembre 2002 —
pagina -1
sezione:
Sardegna
VILLAMASSARGIA. Chiss? se i solerti burocrati del ministerodelle Finanze e quelli della Difesa hanno mai vistogli occhi di un uomo che muore. E chiss? se riescono soloa immaginare che esistono persone capaci addirittura diattraversare l'inferno, per essere coerenti con quelle passioni,profonde come un'anima, che si chiamano ideali.Probabilmente no. Per loro, gli uomini e le loro storie, fattedi dolore, di gioia e di sogni, sono fogli di carta protocollatiall'interno di un fascicolo. O poco di pi?. Si dir?: ma questo ? un luogocomune. E in parte ci? ?drammaticamente vero, perch?purtroppo l'abitudine all'assurdoci fa vivere tutto comeuna scontata normalit?.Spegnendo, piano piano, anchela capacit? di stupirsi e diindignarsi. Quasi un'anestesiadella ragione che porta auna triste rassegnazione. Mac'? un confine oltre il qualenon si pu? andare. Un confine,superato il quale, il cinismoe l'ottusit? della burocraziadiventano un'immoralecrudelt?, una perfida indifferenza.E forse anche qualcosadi pi? grave: una ferita all'etica. La storia del marescialloMarco Diana ? oltre questoconfine della decenza. Lui, unuomo con le stellette nel cuoree nel sangue, ha sempreonorato il giuramento alle istituzioni.Addirittura fino alleestreme conseguenze. Infatti,quando con la voce ridottaquasi a un soffio dice: ?Faccioparte di quegli uomini che sonodisposti a dare la vita perla propria nazione?, non recitacon enfasi parole d'ordineche potrebbero sembrare fuoridal tempo. Marco Diana la sua vita l'hamessa nelle mani dell'Esercitoquando aveva appena vent'anni.Gliene hanno restituitosolo brandelli. Piccoli, poveribrandelli. Ora, a 33 anni,galleggia in un presente senzasperanza, consapevole di portarsidentro la morte. Lui, quel cancro, lo chiama?l'ospite?. Un ospite silenziosoche, giorno dopo giorno, gli rubaun pezzetto di vita. Perito informatico, Diana ?uno degli uomini pi? preparatidell'Esercito nei sistemi missilisticianticarro. Uno dei miglioriin assoluto. La sua secondafamiglia si chiama brigatameccanizzata dei Granatieridi Sardegna. Con il suoreparto ? stato nel sole abbagliantedi Mogadiscio e nelleverdi valli del Kosovo. E forseproprio in queste missioni haincontrato il suo destino. Cosa ha provocato in lui lamalattia? Forse l'uranio impoverito.O forse quei solventimicidiali che ha maneggiatoper anni per tenere pulite edefficienti le armi del suo reparto.O forse ancora l'aver utilizzato,senza adeguati sistemi diprotezione, i micidiali congegnidi puntamento all'infrarosso. Sta di fatto che, nel 1998,quando ha solo 28 anni, gli diagnosticanoun tumore malignoall'intestino. Cominciaper lui la pi? difficile delle battaglie.Le commissioni medichedel ministero della Difesagli riconoscono la causa di servizioe cos? il maresciallo Dianaha diritto a un equo indennizzoe a una pensione privilegiata.Certo, nulla pu? pagarele sue sofferenze, ma quella decisione? come un riconoscimento.E' infatti la certificazioneche ha fatto il suo dovere finoin fondo. Abbiamo gi? raccontato lasua storia di soldato e il suodramma di uomo. E abbiamogi? riferito della sua battagliacontro il moloch della burocraziache, impietosamente,gli ha negato il diritto alla pensione,un anno dopo averglieloconcesso. L'appello disperatodel maresciallo Diana hatoccato il cuore della gente. Soprattuttodella sua gente. E infattila catena della solidariet?si ? messa in moto: la parrocchiae le associazioni di volontariatodi Villamassargia si sonomobilitate e hanno raccoltodei soldi che consentono aun uomo ferito nel corpo e neisentimenti di continuare a curarsie a sopravvivere. ?Anche i miei commilitoni ei ragazzi della Brigata Sassari_ dice Marco Diana _ si sonoquotati e mi hanno dato unamano. Una cosa che mi hacommosso?. Pochi, nel mondo politico esindacale, hanno invece raccoltol'appello del maresciallodi Villamassargia. Il segretarioregionale della Cgil, PinoMarras, ? uno di questi. Ha infattiinviato una lettera al presidentedella Repubblica CarloAzeglio Ciampi e al presidentedel consiglio Silvio Berlusconi. Colpisce, invece, l'atteggiamentoschizofrenico dei verticidel ministero della Difesa. Ilsottosegretario Salvatore Cicu,sardo, ha infatti scritto, inuna lettera spedita all'ex presidentedella commissione Difesadella Camera Accame, chesi ? attivato ?con tutti gli ufficicompetenti del ministerodella Difesa? perch? il marescialloDiana possa avere?quanto giustamente merita?. Ma il capo di gabinetto delministro Antonio Martino, ilgenerale di squadra aerea GiovanniMocci, risponde ad Accamecon poche righe in tononeutro e distaccato: ?L'amministrazionenon pu? pi? avvalersidel parere del Collegiomedico legale per un eventualeriesame della pratica. Sullaquestione non rimane che lapossibilit? di esprimere un ricorsoin via giurisdizionale?. Ma come, da una parte Cicupromette di sbloccare la situazionee dall'altra il capo di gabinettodi Martino indica comeunica via possibile il ricorsoal tribunale amministrativo...Sicuramente c'? qualcosache non funziona. C'? di pi?: in questi giorni ?arrivata perfino la beffa. Unabeffa crudele. ?Ho ricevutouna lettera _ dice Diana conun filo di voce _ nella qualemi si comunica che la documentazionesul mio caso non? completa per consentire unavalutazione e quindi deciderese mi spetta o no qualcosa. Maio mi chiedo: come ? possibileche oggi, nel settembre del2002 mi dicano che i documentinon sono sufficienti per potermivalutare, quando il 7maggio la commissione pressola presidenza del consigliodei ministri ha emesso un decretonegativo sul mio caso??. Ma la beffa pi? atroce ? inuna lettera spedita a Diana il21 agosto scorso dal Centroamministrativo dell'Esercito,firmata dal colonnello FrancescoCaramia: ?Ho sospeso lacorresponsione, dal mese disettembre, della pensioneprovvisoria, riservandomi diprocedere al recupero dellesomme eventualmente da leipercepite indebitamente nelperiodo 15 febbraio 2001-31agosto 2002?. S?, proprio cos?:Diana dovrebbe addirittura restituiretutto. ?Ma cosa dovrei restituire_ dice amaramente il maresciallo_? Non ho pi? nulla.Vado avanti grazie alla pensioncinada operaio di mio padree agli aiuti della gente. Hochiamato Roma e ho detto:"Ma come faccio a restituirvi isoldi? Non ho una lira...". Mihanno risposto che io possiedoun terreno di duemila metrie un'auto e che erano gi?state attivate le procedure. Ecio? mi saranno sequestratiquesto fazzoletto di terra doveavevo impiantato una vigna ela macchina. Verranno messiall'asta e cos? lo Stato si potr?riprendere i venti milioni chesostiene avermi dato indebitamente.A quel punto nonavranno pi? nulla da prendermi,perch? mi resta solo un filodi vita?. ?Ho saputo _ dice ancoraDiana _ che la commissioneche mi ha cancellato, avrebbedeciso senza neppure prenderevisione la mia cartella personaleper sapere cosa hannoscritto tutti i miei comandantisu quello che io ho fatto. Comehanno fatto, allora, a giudicareil mio caso??. ?Cosa far? ora _ conclude_? Non so, ma sono dispostoa indossare la mia divisa, appuntarmisul petto le mie medagliee, con il tricolore in mano,incatenarmi all'ingressodella presidenza del consigliodei ministri e lasciarmi morirel? davanti?. Forse, davanti al coraggiodi questo piccolo, sconosciutoeroe dei nostri giorni, qualcunodovrebbe vergognarsi.
-
dal nostro inviato Piero Mannironi