Sull'Ortobene l'ombra di un folle Vandalismo gratuito dietro l'attentato alla storica chiesetta


NUORO. Il gesto insano di un folle. La paura è questa: che al Monte Ortobene si aggiri un tenebroso sconosciuto assetato del più meschino vandalismo. Un balordo tutto fare cha da qualche anno a questa parte gode a scompigliare la serenità dei nuoresi. Autore unico del lungo elenco di attentati all'ombra del Redentore. Compresi l'ultimo incendio che ha incenerito il polmone verde della città e la spaventosa esplosione che ha carpito le pareti storiche della chiesetta di Nostra Signora del Monte. Le indagini sul boato di domenica pomeriggio sono avvolte dal più assoluto silenzio. Ma tra la folla che va in pellegrinaggio a vedere i calcinacci della chiesetta colpita dalla benzina corrono le voci e soprattutto la paura. Anche se è solo una delle ipotesi da valutare, quella di un folle disperato tiene in apprensione non pochi nuoresi. Sembra ormai certo, comunque, che l'attentato al tempio tanto caro a Grazia Deledda sia opera di vandalismo. Un atto teppistico vero e proprio, in sostanza. Dietro il quale non c'è alcun attacco alla Chiesa come istituzione, ma solo lo sfogo di un imbecille (o gruppo di imbecilli) in cerca di simboli da colpire pur di attirare l'attenzione. Così come era stato nel luglio scorso il verde secolare del Monte Ortobene. «Non riesco a spiegarmi un gesto così inqualificabile» aveva detto don Salvatore Floris (nella foto), all'indomani del boato nella chiesetta del Monte. Per il vicario generale del vescovo Pietro Meloni l'unica certezza era la sensazione di smarrimento dovuta allo «scatenarsi di questa violenza senza senso». Le domande che riecheggiavano in Curia erano tante. Una su tutte prendeva il sopravvento: «Ma per quale motivo un gesto del genere?». Le più svariate le ipotesi. «E una ferita gravissima inferta alla città oltre che alla Chiesa _ aveva continuato don Floris _ Un oltraggio alla storia, alla cultura, e soprattutto alla fede. Le persone si sentono umiliate. Tuttavia nutriamo la speranza non solo per l'immediato restauro, ma anche perchè attorno a quel luogo sacro e a tutto l'Ortobene torni presto la serenità e la sicurezza». Una preghiera più necessaria che mai ora che su al Monte si aggira lo spettro di una misteriosa figura che tiene i fiati sospesi. Anche se si tratta solo di una ipotesi. Da mettere assieme a quella di una banda di teppisti. Sempre che dietro gli attentati non ci sia un disegno ben più sottile.

Luciano Piras