Mereu, scultore dell'Asinara Per vent'anni guardia carceraria ma anche un artista


PORTO TORRES. Un martello e uno scalpello, un tronco spinto dalle onde del mare e raccolto dallo «scultore dell'Asinara». Molte delle opere di Enrico Mereu, che per oltre vent'anni ha prestato servizio nell'isola dell'Asinara nel corpo della polizia penitenziaria, sono nate così. Dalla casualità dell'evento, dalla sensazione di un momento, da quello spirito particolare che all'Asinara diventa arte.Lasciata la polizia penitenziaria prima ancora che il carcere venisse messo da parte per fare posto al parco, Enrico Mereu, ha continuato a vivere sull'isola fino a poco tempo fa. Nel suo laboratorio di Cala d'Oliva, visitato da numerosi turisti, ha dato vita a opere significative, rendendosi interprete _ come ha scritto il critico Giorgio Falossi _ «di una realtà di vita intensa, naturale, emozionante. Con le sue opere in fase ascendente su uno spirito che parte da un lembo della Sardegna per aprirsi al mondo intero». E in quel lembo di Sardegna che ha rappresentato una parte fondamentale della sua vita e di quella della sua famiglia, Enrico Mereu vorrebe tornare perchè, in fondo, è vero: si sente davvero «lo scultore dell'Asinara». Enrico Mereu all'Asinara è arrivato nel 1980 come agente di polizia penitenziaria. C'è rimasto per oltre vent'anni coltivando, nel tempo libero, l'hobby della scultura che pian piano è diventata l'attività centrale della sua vita. Molte delle opere di Enrico Mereu sono state segnalate dalla critica nazionale, lo «scultore dell'Asinara» ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. «Attualmente espongo a Porto Cervo _ racconta Mereu _ nei locali de "Il Peperone", fino al 31 agosto, mentre dal 6 al 12 agosto presenterò i miei lavori alla torre aragonese di Santa Teresa di Gallura. Negli ultimi anni ho svolto una intensa attività artistica con la realizzazione dell'opera Esaltazione del Creato per il Giubileo e la personale allestita nel Chiosco di San Francesco ad Alghero». La sua passione, artistica e affettiva, però è sintonizzata sull'isola dell'Asinara. Quello è il palcoscenico naturale che l'ha ispirato e dove ha dato vita alle opere così particolari che l'hanno fatto conoscere in tutta l'isola e in Italia. Di lui la critica d'arte Wally Paris ha scritto che _ come auspicava Schopenhauer per l'arte _ Mereu accende qualcosa dentro il riguardante, richiama in lui aspetti nascosti o dimenticati del suo vissuto e della cultura che lo hanno informato e foggiato intellettualmente ed esteticamente».