MENO UNO AL VIA Carrus e Capone fra dubbi e speranze Convocati per il ritiro del Cagliari, ma il loro futuro resta incerto


CAGLIARI. Venticinque convocati, due depennati dalla lista nella speranza che si accasasino da un momento all'altro, tre volti nuovi e due rientri. E per finire un Primavera, in modo che non si dica che si ignori al vivaio (sai che sforzo...). Il Cagliari che domani parte per Carisolo è bello e fatto, salvo poi subire qualche novità di mercato che al momento sembra improbabile. Del gruppo convocato da Sonetti non fanno parte il portiere Corsi (1978) e il centrocampista Sogus (1982) che attendono una chiamata da un momento all'altro. Con Pantanelli e Mancini è stato così chiamato il portiere Capello (1984) che alla fine del ritiro tornerà con la Primavera di Melis. I tre volti nuovi sono quello del centrale difensivo Simone Loria (1976), giunto a parametro zero dal Lecco di Donadoni; quello del difensore mancino Gian Paolo Manighetti (1969), anche lui a parametro zero dalla Sampdoria; e quello di Cristian Ranalli (1979) attaccante preso in comproprietà dalla Roma (per 1 milione di euro e la comproprietà di Picciau: il tutto rientrava nella vecchia trattativa di Lucenti) e reduce da una brillante stagione col Lanciano in C1. Molta attesa per i rientranti Carrus (1979) e Capone (1981). «E' stata una stagione per certi versi molto positiva e per altri sfortunata _ dice Davide Carrus _ nella Spal mi sono trovato molto bene e quando ho giocato gli elogi non sono mai mancati. Purtroppo alla fine ho sommato solo 16 presenze per due fastidiosi infortuni alla caviglia che mi hanno costretto a marcare visita. Dal punto di vista delle presenze era andata molto meglio a Modena tre anni fa quando feci l'en plein giocando 34 partite su 34. Comunque l'importante era farsi conoscere e in questo credo di esserci riuscito. Ora proverò a fare lo stesso con il mister Sonetti. So che ha bloccato le trattative per la mia cessione perchè vuole vedermi all'opera. Sono pronto a dare il massimo, se poi mi rendessi conto che gli spazi sono chiusi ci sarà sempre tempo per cambiare aria. Ma è chiaro che dopo essere cresciuto nel Cagliari dall'età di dieci anni farò di tutto per trovare spazio». Un po' più in fibrillazione è Andrea Capone che ancora ieri stava sul chi vive in attesa di una chiamata da Benevento. «So che la squadra campana gioca con il trequartista dietro le due punte, cioè il mio ruolo preferito _ dice il mancino _ per questo non mi dispiacerebbe andarci». _ Al Cagliari non ci pensi? «Scherzi? Ci penso eccome. Mi hanno detto che parto per il ritiro e la cosa ovviamente mi ha fatto un grosso piacere. Il problema è che non vorrei illudermi, nel senso che se devo cambiare aria per mancanza di spazio forse è meglio non aspettare quando le squadre sono già fatte». Capone ricorda le traversie superate a Sora: «Alla fine ci siamo salvati e quindi la stagione non è stata buttata via, ma ne sono successe di tutti i colori. Basti dire che mi aveva chiesto espressamente un allenatore che è stato esonerato proprio la settimana in cui sono arrivato io. Poi è cambiata la società... stipendi non pagati, guai a non finire e in campo ruoli di ogni tipo fuorchè il mio. In mezzo c'è stato il gol che ho segnato a Sassari, l'unico della stagione. Comunque non rimpiango nulla. Alla fine è tutta esperienza che mi ha fatto maturare». Nanni Boi