Santa Rita, festa di popolo Migliaia in processione dietro la preziosa reliquia


SELARGIUS. Per la prima volta in Sardegna arrivano le reliquie di Santa Rita. Sono giunte ieri pomeriggio in aereo dal santuario di Roccaporena e trasportate in elicottero fino all'eliporto del Brotzu, accompagnate poi in processione dall'arcivescovo Alberti e da migliaia di fedeli fino alla chiesa dello Spirito Santo dove per un anno sarà conservato (custodito in un'artistica urna) un frammento osseo della Santa incastonato in una pietra proveniente dalla sua casa sponsale. La parrocchia di Su Planu diventerà, dunque, capitale regionale della devozione alla "Santa dell'impossibile", meta di pellegrini impossibilitati a recarsi a Cascia, alla tomba della mistica agostiniana nata nel 1381. Ieri gran giorno di festa a Su Planu, imbadierato per accogliere la reliquia consegnata in mattinata, a Roccaporena, a una delegazione sarda di 50 persone guidata dal parroco don Salvatore Scalas, che l'ha ricevuta dalle mani dell'arcivescovo di Spoleto dopo una solenne concelebrazione. Appena il tempo di ringraziare i custodi delle reliquie, che hanno accolto la richiesta della parrocchia dello Spirito Santo, di cui Santa Rita è copatrona dal 1982, poi la corsa il pullman verso Fiumicino, per completare il programma di una giornata che rimarrà scritta nel registro delle cronache parrocchiali come l'evento più importante (dopo la consacrazione dell'altare) della storia di questa chiesa. Alle 17.30 la partenza dall'aeroporto romano su un aereo di linea, un'ora dopo l'arrivo a Elmas, dove le reliquie sono state accolte dall'arcivescovo e dal vicario generale monsignor Gianni Spiga, saliti col parroco su un elicottero messo a disposizione dall'Esercito e atterrato intorno alle 19.30 con la teca nell'eliporto del Brotzu. «L'idea di portare le reliquie della santa in parrocchia _ spiegano Cristina Pintus e Paola Loi, del comitato organizzatore _ è nata quando il parroco ha appreso che alcuni frammenti del corpo di Santa Rita vengono, a turno, portati in pellegrinaggio in diverse regioni italiane. La richiesta, subito inoltrata ai custodi del santuario di Roccaporena, è stata accolta alla vigilia di Pasqua». Si è così messa in moto la macchina organizzativa che ha anche perfezionato il programma pastorale e religioso incentrato prevalentemente sulla famiglia, che dovrà caratterizzare la presenza della santa in parrocchia. «La casa raffigurata nella pietra che custodisce la reliquia _ dicono don Salvatore Scalas e il suo collaboratore don Eugenio Porcu _ è il luogo dell'intimità e della gioia quotidiana, ma anche sede di egoismi e violenze. La famiglia, infatti, non è solo un nucleo di persone che vivono armoniosamente ma è spesso il contesto di drammi e sofferenze. La testimonianza della Santa ci dia speranza di una crescita spirituale e morale in una società che vede spesso la famiglia sconvolta e disgregata, assalita da problemi le cui soluzioni sono affidate a decisioni sbagliate, suggerite dalla superficialità della società consumistica». Tra programmi pastorali e progetti di evangelizzazione, a Su Planu non sfigura un'atmosfera sportiva, creata dal Cagliari Calcio anni Ottanta, quando senza molte pretese e con molte speranze, si allenava agli ordini di Claudio Ranieri in un college di Roccaporena, a poche decine di metri dal santuario di Santa Rita. La squadra allora bruciò le tappe verso A. E a ricordo di quell'avventura sportiva resta una statua della santa nella chiesa dello Spirito Santo. Mario Girau