Sassari, il colpo nella polveriera dell'esercito Così i ladri indisturbati ripulirono l'arsenale


SASSARI. Nella polveriera dell'esercito, a Campomela, erano entrati venerdì 18 aprile 1997, a notte fonda. Approfittando del logico «alleggerimento» dei controlli nel fine settimana. I ladri conoscevano benissimo le abitudini degli addetti alla vigilanza e avevano sfruttato alla perfezione le sbavature del servizio di controllo. Forse si erano trattenuti all'interno delle «casematte» piene di esplosivi per tutta la notte e anche per l'intera giornata di sabato, preparando con minuziosa attenzione il carico di materiale bellico che avevano sicuramente portato via a bordo di un camion. Il furto era stato scoperto soltanto il lunedì mattina quando gli artificieri dell'esercito erano entrati nelle casemmate per preparare gli esplosivi per le esercitazioni e... non avevano trovato nulla. Quasi duecento chili di plastico, mine antiuomo e anticarro, micce detonanti, fogli di plastico e altri tipi di esplosivo che per diventare veramente devastante avrebbe dovuto essere innescato in maniera molto particolare e che quindi non poteva essere utilizzato pienamente dai ladri, che hanno comunque messo a segno numerosi attentati intimidatori e dinamitardi. I carabinieri avevano incentrato immediatamente le loro indagini verso qualche giovane che aveva prestato il servizio militare a Campomela. Un' indagine lunga e complicata che si era sbloccata improvvisamente dopo un attentato a un rifornitore di carburanti in Ogliastra. A quel punto, i carabinieri avevano stretto il cerchio su alcune «teste calde» e in breve tempo erano risaliti a cinque giovani di Cardedu e Barisardo. Erano stati tutti arrestati alcuni mesi dopo il «colpaccio» ed era anche stato recuperato un notevole quantitativo di materiale bellico. Per anni, carabinieri e polizia hanno continuato a recuperare parti di quell'esplosivo in varie zone dell'Ogliastra e della Barbagia. Poi un lungo silenzio fino al 2 giugno scorso, quando i carabinieri di Jerzu avevano recuperato 25 mine antiuomo, senza detonatore ma facilmente innescabili, sempre provenienti dal furto a Campomela, nell'abitazione di Franco Lorrai, 27 anni, originario di Gairo ma residente a Cardedu, che aveva fatto il soldato proprio nella polveriera ed era già stato condannato per il furto nel deposito militare.