Il dolore di Malesani retrocesso con il Verona dopo aver sfiorato l'Uefa Piacenza salvo con i gol di Hubner


PIACENZA VERONA 3 0 PIACENZA (4-4-2): Guardalben 7, Sacchetti 6, Cardone 6.5, Lamacchi 6.5, Tosto 6 (39' st Mora sv), Gautieri 6, Statuto 6, Volpi 7, Di Francesco 7, Poggi 6.5 (22' st Caccia sv), Hubner 7 (46' st Amauri). (1 Orlandoni, Miceli). All. Novellino. VERONA (3-4-3): Ferron 6, Gonnella 5 (22' st Montano 5), Zanchi 5.5, Dainelli 5, Cassetti 5.5 (6' st Oddo 6), Italiano 6, L.Colucci 6, Teodorani 5.5 (6' st Salvetti sv), Camoranesi 6, Frick 5, Mutu 7. (74 Nigmatullin, Gilardino). All. Malesani. ARBITRO: Bolognino di Milano 6. RETI: pt 25' Volpi; st 2' (rig) e 39' Hubner. NOTE: ammoniti Statuto e Lamacchi. PIACENZA. Verona in B, soprattutto a causa sua (un disastroso girone di ritorno, tre sconfitte di fila nelle ultime tre gare), un pò per colpa dell'Emilia. Il Piacenza l'ha battuta sul campo, il Bologna nel confronto a distanza, perdendo 3-0 sul campo del Brescia, che così si è salvato. Una partita che sembrava virtuale si è invece trasformata in un dramma per una squadra che nel torneo di andata sembrava poter lottare per un posto in Coppa Uefa. Ma quello della squadra di Alberto Malesani è stato un suicidio. Non si gioca così la partita che può valere salvezza o retrocessione, non si può subire per tutta la gara contro una formazione stanca come il Piacenza. Se è caduto in serie B, il Verona lo deve ai soli 14 punti del ritorno, contro i 25 dell'andata, alle 10 sconfitte subite nella seconda parte del torneo. Novellino aveva promesso di puntare solo alla vittoria. E il Piacenza, trascinato da uno straordinario Dario Hubner (che con la sua doppietta si è laureato capocannoniere), ha mantenuto la promessa. «E' la prima volta che retrocedo ed è una sensazione che non auguro a nessuno», Alberto Malesani aspetta un paio d'ore, chiuso negli spogliatoi a piangere, costringendo i giocatori e i cronisti a un'estenuante attesa. Arriva in sala stampa con gli occhi lucidi, il fazzoletto in pugno e parla di «situazione allucinante, brutta». Il suo è il dramma di un uomo provato anche al di fuori della più grossa delusione professionale della sua vita: «E' un periodo che le cose non mi vanno bene. Ho lavorato in un bel clima, ma evidentemente esiste un destino. E' allucinante, non siamo mai stati quartultimi e all'ultima giornata lo siamo diventati. Siamo retrocessi, è una macchia che nessuno potrà cancellare».