17 marzo 2002 —
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Cultura
Carmelo Bene ? morto ierisera nella sua casa diRoma. L'uomo di teatroera da tempo gravemente malato.Da ieri era in coma. Grande attore o solo irritanteprovocatore; rivoluzionariodel teatro o furbo millantatore?Qualcuno lo ha definito?la pi? grande voce teatrale?del secolo dopo Maria Callas;eppure molti non hannoamato n? i suoi spettacoli inplay back, n? i film, n? i libri. Tutti per? hanno riconosciutoin Carmelo Bene ilcampione di quel genio e sregolatezza,che era un tempola sigla dei principi della scena,sia che tagliasse e cucissea piacimento le tragedie diShakespeare o intitolasse lasua autobiografia ?Sono apparsoalla Madonna?; sia chemoltiplicasse liti con i criticie querele con mezza Italia ofondasse un'estetica basatasulla voce distorta dai microfoni. Nato a Lecce nel 1937, cominci?a manifestare la suapersonalit? gi? all'Accademiad'Arte Drammatica, dovenon complet? il triennio distudi. Disse poi d'esserseneandato per ragioni ideologiche;in realt? lo cacciaronoper indisciplina. Nel 1959 debutt? con ?Caligola?di Albert Camus; conammirazione e un p? di sospettopochi spettatori e alcunicritici illustri (Flaiano eChiaromonte) battezzaronola carriera di un ?enfant terrible?della cultura italiana,primo e pi? grande eroe delle?cantine teatrali? romane. Nel 1960-61 l'attore-registacrea ?Spettacolo Majakovskij?e ?Pinocchio?: due personaggisui quali torner? neglianni successivi. Nel 1963 accade un famosoepisodio apocrifo: nel romanoTeatro Laboratorio (26 posti)un attore orina su uno spettatore.In realt? si tratta di unargentino che ha riconosciutoin platea l'ambasciatoredel suo Paese; ma da allora lebiografie di Bene attribuirannoa lui la performance, perfettamentein stile con il personaggio. Del 1966 ? la scoperta di AntoninArtaud e del suo ?Teatrodella crudelt??, seguendola cui estetica (teatro antiborghese,antinarrativo, antipsicologico)nascono ?Il monaco?e il pi? famoso ?Nostra signoradei turchi?. Cominciaanche il lungo sodalizio artistico-sentimentalecon l'attriceLydia Mancinelli. Mentre si proclama la fantasiaal potere, fra il 1968 e il1974 Bene esce definitivamentedalle cantine e raggiunge igrandi teatri con ?Don Chisciotte?insieme a Leo De Berardinis,?La cena delle beffe?insieme a Gigi Proietti, e?S.A.D.E.? in mezzo a moltebelle ragazze nude. Si alimentaallora la leggenda di un Benetiranno dei suoi compagnidi scena e soprattutto dellesue partner (la Mancinelli siallontana gi? da lui). I secondi anni Settanta sonodedicati ai suoi personalissimi?Amleto?, ?Romeo e Giulietta?,?Riccardo III?, ?Otello?,alcuni dei quali anche inversione tv: spettacoli, neiquali resta generalmente pocodel testo originale, annegatoin un mare di musica. Sonoinfatti dei meta-spettacoli,rutilanti caleidoscopi di scenee costumi (come la forestadi bicchieri giganti di ?Romeoe Giulietta?), di citazioniletterarie (soprattutto Laforgue)e di figuranti che lascianospazio solo alla voce delprotagonista-demiurgo, chediventa un virtuoso dell'amplificazionedel play back. Negli anni Ottanta Carmelo? oramai un mito e per ifrancesi anche un guru intellettuale,santificato dal filosofoGilles Deleuze. I suoi spettacolicominciano a diradarsi,si concentrano ulteriormentesulla sua persona, e sonosempre pi? a rischio di rinvii,di capricci contrattuali eintemperanze umorali dell'attore:fra questi il ?Manfred?(il poema di Byron con orchestradal vivo). Poi comincial'era dei remake (?Amleto?,?Macbeth?), delle autocitazioni(?Pinocchio?, ?Nostra signoradei turchi?), dei recitalcon amplificazioni da concertorock (Dante, Leopardi,Campana, D'Annunzio). Intanto affiorano segni distanchezza artistica e personale:la sua direzione dellaBiennale viene giudicata costosae inconcludente, mentrequattro by-pass cardiacipreoccupano i suoi fan; polemistaaccanito nei talk showtv (anche come tifoso dellaRoma), litiga spesso con i critici,i teatri e la moglie (l'exmiss Italia, Raffaella Baracchi),finendo ogni volta suigiornali o al commissariato,mentre Bompiani pubblicaun monumentale volume di?Opere? di 1500 pagine. E luichiosa: ?Io sono gi? un classicoperch? vivo nell'eternit?,sono eternamente vivo?. ?E' un lutto gravissimonon solo per il teatro ma pertutta la cultura italiana?. Questoil pensiero rivolto dal sindacodi Roma, Valter Veltroni,all'artista che ? stato ?unodei protagonisti essenziali dellacultura italiana del dopoguerra,uomo di teatro che hasaputo, come pochi altri, innovare,percorrere le strade diun'avanguardia spesso provocatoria,sempre animata dafortissimo spirito critico, riconosciutouniversalmente?. ?A Carmelo Bene _ ha dettoancora Veltroni _ il teatroe la cultura italiani debbonomoltissimo: la sua assenza sifar? purtroppo sentire?. ?Con la notizia della mortedi Carmelo Bene appresa daun parente proprio pochi minutidopo il decesso del registaho avuto un momento dimalinconia?. Sono queste leprime parole che il sottosegretarioai Beni culturali VittorioSgarbi riesce a dire a testimonianzadel dolore che loha colto per la notizia. ?I nostri rapporti erano particolarmenteintensi _ racconta_ dopo aver avuto polemichemolti anni fa, ci siamopoi ritrovati?. Tra i motividel ritrovarsi Sgarbi cita i?comportamenti beffardi?che in fondo li accomunavano.?Proprio pochi giorni fa_ spiega _ mi aveva fattochiedere dove avrebbe potutofar destinare le numeroseopere d'arte della sua collezione.Spero _ dice ora con amarezza_ che abbia avuto iltempo di sapere che avevo indicato4 o 5 centri che ritenevoadeguati ad ospitarli, sarebbetriste che questo patrimoniovenisse disperso?. E'importante, secondo Sgarbiche ?rimanga qualche cosa disuo oltre alla sua arte?. ?Per uno che da tempo orgogliosamentee umilmente,si proclamava non nato, nonriesco a non dire che non sianeppure morto?: con un calembourche forse sarebbepiaciuto a Carmelo Bene, EnricoGhezzi commenta cos? lascomparsa del grande attore,regista e autore teatrale.Ghezzi, che in ?Fuori orario?ha ospitato spesso film e branidi teatro di Bene, e che conlui aveva anche scritto perBompiani un ?Discorso sudue piedi?, dedicato al calcio,aggiunge: ?Anche a leggerea caso dal suo volumedi opere sui temi pi? diversi,dalla politica allo spettacolo,ci si accorge che quello di Carmelo? sempre davvero un discorsopostumo, cos? postumoda scavare la fossa achiunque cerchi di farne unosu di lui?.