Il segretario Pino Rauti lascia il posto a Luca Romagnoli Fiamma tricolore: virata verso la Casa delle libertà


PESCARA. "Mussolini vinse le elezioni nel 1924 facendo alleanze con i liberali e i popolari. Anche noi, oggi, grazie all'accordo elettorale con la Casa delle Libertà, dobbiamo far germogliare le nostre radici, che comunque non gelano": lo ha affermato il neosegretario del Movimento sociale-Fiamma tricolore Luca Romagnoli, dopo l'elezione per acclamazione (non gradita da alcuni congressisti che hanno inscenato una zuffa) ricevuta a conclusione del congresso di Montesilvano. Ad una platea che ha invitato a critiche "meno ingenerose, soprattutto nei confronti di Pino Rauti" per una svolta che non tutti sembrano avere digerito in maniera indolore, Romagnoli ha chiesto "coraggio, umiltà evoliana e timidezza nietzciana". La nuova linea del partito sarà quella già indicata da Rauti, segretario uscente e presidente onorario del partito, per il quale è stata approvata una modifica nello Statuto che gli attribuisce una funzione di garante della linea politica: "C'è una tradizione della quale non ci vergogniamo e sulla quale non siamo disposti ad abiurare" ha detto Romagnoli, che non ha avuto tentennamenti nel salutare "romanamente" i 500 delegati del congresso. Ma al Ms-Ft il nuovo segretario ha sollecitato "maggiore spirito pratico", per un'alleanza elettorale funzionale al non rimanere schiacciati dal bipolarismo e "a non essere messi in un cantuccio come un bel busto nella teca di un museo". "Dobbiamo accettare la legge delle minime distanze - ha detto Romagnoli - anche se su alcuni temi le distanze rimangono enormi". E' il caso del dibattito sulla modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, contro la quale "nessuna voce critica, oltre la nostra, si è levata dal centrodestra". E, su tale questione, Romagnoli ha ribadito la vicinanza con le posizioni del sindacato Ugl.