LA FICTION SU SOFFIANTINI La commissaria sarda unica concessione alla fantasia


SASSARI. Non si discosta più di tanto dalla ricostruzione fatta da Giuseppe Soffiantini, la prima puntata della fiction televisiva andata in onda ieri sera su Canale 5. Questa fase dello sceneggiato _ con Michele Placido nella parte dell'industriale lombardo e nel cast, tra gli altri, Claudia Pandolfi e Tony Sperandeo _ ripercorre le fasi che hanno portato i banditi a decidere il rapimento. Da una parte il basista di Manerbio, dall'altra i banditi sardi che, in base a quelle informazioni e ad altre loro "dritte" avevano scelto accuratamente la vittima. L'obiettivo _ così come emerso dagli atti processuali _ era in fin dei conti il figlio di Soffiantini il quale _ proprio per un "soffio" _ scampò all'agguato dei sequestratori. Lo sceneggiato, così come avverrà nella seconda puntata in onda questa sera, mette in evidenza anche il grande intuito "animalesco" dei sequestratori: il capo banda (che poi sarebbe il defunto Mario Moro, interpretato da Giovanni Carroni), riesce ad addomesticare i cani di villa Soffiantini nei giorni precedenti il rapimento. Vecchie tecniche, più volte utilizzate nelle storie dei sequestri di persona, in Sardegna e nella penisola. Nella prima puntata emerge solamente, in maniera embrionale, il conflitto tra la famiglia Soffiantini e le forze dell'ordine: diatriba che esploderà prepotentemente nella seconda puntata, e che metterà a fuoco il vero scopo del film: aprire un dibattito sulla nuova normativa sui sequestri di persona. Fatto ormai superato, visto che i sequestri di persona in Italia sono scomparsi. La seconda puntata parlerà anche dei due conflitti a fuoco, con ricostruzioni forse un po' arbitrarie rispetto all'esito degli atti processuali. Poi il finale con Giuseppe Soffiantini che prende il posto di Michele Placido: l'attore lascia il ruolo al vero protagonista del sequestro, che interpreta se stesso nella fiction. Oltre a Placido, come detto, recita Claudia Pandolfi nei panni di Giulia Corrias, dirigente del Servizio centrale operativo della polizia. La scelta del nome Corrias non è casuale: la stessa commissaria, in Sardegna, aveva avuto modo di conoscere il sequestro di persona per via del rapimento di un suo familiare. Da qui il suo duplice coinvolgimento: sarda sì, ma nella parte di chi ha subìto lo stesso torto e si schiera dalla parte dello Stato. La Corrias sarà il personaggio che più di ogni altro premerà sulla magistratura affinché venga concesso il pagamento controllato del riscatto. Una buona intuizione, dal momento che lo stesso Giuseppe Soffiantini, dopo la liberazione, ebbe a dire: «Se il pagamento controllato fosse stato concesso prima, sarei stato liberato dopo quattro mesi». Michele Placido, più giovane del vero Soffiantini, interpreta sino in fondo la parte del sequestrato con tutte le sofferenze che comporta una lunga prigionia nei boschi. Placido ha recitato senza controfigure e immedesimandosi sino in fondo nel ruoolo di ostaggio. La prima parte della fiction, come detto, è sostanzialmente fedele al racconto fatto da Giuseppe Soffiantini nel libro "Il mio sequestro", edito da Baldini e Castoldi. Il film è stato girato in appena dodici settimane nei boschi di Montalcino e della Calvana, in Toscana, con la partecipazione di validi attori sardi. Tra questi il nuorese Giovanni Carroni, che interpreta la parte di Mario Moro sia nel concepimento del sequestro sia nelle fasi cruciali. Nella seconda puntata si vedrà Moro, dopo la cattura, fare appello affinché i carcerieri liberino l'ostaggio. La fiction è potuta andare in onda nonostante il ricorso presentato dagli avvocati di Giovanni Farina (Emanuele Ciappi di Firenze e il professor Giovanni Paolo Voena del foro di Torino) i quali sostenevano che il film poteva essere lesivo nei confronti del loro assistito. Farina, infatti, è in attesa del processo d'appello per il sequestro Soffiantini e di quello di primo grado per l'omicidio dell'ispettore dei Nocs Samuele Donatoni. Per quest'ultimo caso l'Alta corte di Sidney non ha ancora concesso l'estradizione. (a.m.)di Agostino Murgia