Lo sforamento è di 300mila euro, uno degli effetti sarà il blocco delle assunzioni per tutto il 2002 La Provincia viola il patto di stabilità L'assessore Nicola Corria: «Non ci saranno conseguenze»


NUORO. L'amministrazione provinciale di Nuoro ha bucato il patto di stabilità interno imposto dalla Finanziaria. Lo scostamento è, secondo i conteggi, di poco superiore ai seicento milioni: lo conferma l'assessore provinciale al Bilancio e programmazione Nicola Corria. Il patto di stabilità è il meccanismo imposto dallo Stato agli enti a finanza derivata (Comuni e Province appunto) per il quale, semplificando, le uscite non devono superare le entrate effettivamente riscosse. La conseguenza immediata rispetto allo sforamento sarà il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato per tutto il 2002. «Il vero problema è che lo Stato impone alle Province sempre più compiti da assolvere senza però dotarle dei mezzi per farlo», dice Corria. Ente provinciale con le mani legate sulle assunzioni in virtù della violazione del patto di stabilità, dunque. Un'accusa rivolta alla maggioranza di centro sinistra guidata da Francesco Licheri dall'opposizione, attraverso il capogruppo di Convergenza sarda Camillo Cogoni. E se il rispetto dei parametri quest'anno non avrà carattere premiale (l'anno scorso le amministrazioni che rientrarono nei termini ottennero l'abbattimento dello 0,50 per cento sugli interessi passivi dell'ente), lo stop alle assunzioni non è un inciampo di poco conto. «Comunque non potremmo assumere personale, dopo che la Provincia ha stabilizzato i 44 precari dell'ex Craai», sottolinea Corria. Per questi lavoratori la Regione garantiva una copertura per otto mesi l'anno, e la loro assunzione costerà oltre due miliardi. Una scelta politica, evidentemente. La verità è che c'è stato un forte aumento delle spese correnti: sono lievitate di molto anche quelle che riguardano l'andamento del Consiglio, di cui fanno parte 24 consiglieri distribuiti nelle dieci commissioni, ciascuna delle quali si riunisce almeno una volta (se non di più) a settimana. Al di là dei gettoni di presenza, i loro rimborsi vanno da un minimo di un milione a punte di quattro milioni. Difficile valutarne la produttività, ma anche questo è un elemento che contribuisce allo sforamento del patto. Ma, almeno sostiene Corria, non è in discussione la salute finanziaria dell'ente. «Stiamo preparando il bilancio di previsione 2002, che deve essere approvato entro il 28 febbraio, e riteniamo di avere un avanzo di circa quattro miliardi. Ciò significa che siamo ben lontani dall'anticamera della bancarotta». La Provincia fa i conti con una disponibilità risicata di entrate nette che derivano essenzialmente da due voci: l'addizionale Enel e l'imposta sulle trascrizioni. Ci sono poi i trasferimenti statali, in forte riduzione. E non può contare, come nelle altre regioni d'Italia, dell'imposta sulle polizze Rca auto, di cui il 12,50 per cento viene attribuito alla Provincia. La Regione sarda infatti non ha recepito la legge nazionale (la 446/97) che dispone questo meccanismo. Ferme restando le altre spese cui fare fronte: gli interventi sulla lingua blu, per esempio. E allora bisogna capire se la violazione del patto di stabilità porterà davvero conseguenze negative. Il blocco delle assunzioni è comunque reale, perchè è imposto dallo sforamento: anche se l'assessore Corria ne sostiene l'impossibilità per altre ragioni (la regolarizzazione dei 44 lavoratori ex Craai), di fatto la Provincia non può scegliere perchè i numeri lo impediscono. Gli uffici avevano segnalato da tempo la violazione, già dal mese di giugno. In questi giorni si stanno ultimando i conti per il bilancio di previsione. «Siamo lontanissimi dall'ipotizzare gestioni allegre, con conti spaventosamente in rosso», dice Corria. Ma intanto, per portare dei correttivi al patto di stabilità, potrebbe aumentare l'imposta sulle trascrizioni. Un'ipotesi niente affatto lontana.di Simonetta Selloni