GIALLO IN CORSICA Per il consulente del Pm Costantino Carta è sano di mente


MILANO. Costantino Carta non è stato travolto da una tempesta di rabbia che lo avrebbe spinto, facendolo poi perdere, negli oscuri labirinti della follia. Per il consulente della procura della Repubblica di Milano, infatti, l'ex legionario di Illorai è «capace di intendere e di volere e non è affetto da patologie mentali». La valutazione medica era stata sollecitata dal giudice delle indagini preliminari, Clementina Forleo, che il 4 gennaio scorso, aveva convalidato l'arresto di Carta, dopo che questi aveva spinto contro un convoglio della metropolitana milanese un'impiegata di 39 anni: Monica Orlandi. L'ex legionario, che si trova rinchiuso in una cella del carcere milanese di San Vittore, è accusato di tentato omcicidio. Ma quest'uomo tormentato e sanguigno di 66 anni si porta dentro un terribile segreto che tiene chiuso nel suo ostinato silenzio: la scomparsa della moglie, Wanda Caria, 50 anni di Nurri. Costantino Carta, infatti, è scomparso la sera di San Silvestro dalla casa della figlia Luisa, a Porto Vecchio, in Corsica. Doveva trascorrere il Capodanno insieme alla moglie e ai figli. Cosa sia accaduto tra le 17 e le 17,30 di quella tragica sera è ancora un mistero. L'unica certezza è che, in quei trenta minuti, Carta era in casa con la moglie. Una donna che stava tentando di allontanarsi da lui, ormai esasperata da un rapporto diventato troppo difficile. Per lei addirittura impossibile: aveva infatti chiesto il divorzio. Una rottura alla quale l'ex legionario non riusciva a rassegnarsi. Alle 17,30, dunque, la figlia Luisa torna a casa. L'appartamento è deserto: tracce evidenti di una colluttazione e, in un angolo, una chiazza di sangue. Sangue che le analisi, nei giorni successivi diranno essere di Wanda Caria. Il sospetto è che Costantino Carta l'abbia aggredita e ferita mortalmente. Poi, che sia fuggito portandosi dietro il cadavere della moglie. Lui, due giorni dopo, è stato visto dare fuoco alla sua auto a Erbalunga, un paese a pochi chilometri da Bastia. Poi più nulla. Fino al suo arresto nel metrò di Milano. Nei giorni successivi, i due figli Ivan e Massimiliano hanno incontrato il padre a San Vittore. Hanno cercato di farlo parlare, di sapere cosa sia accaduto la sera del 31 dicembre e che fine abbia fatto la madre. Costantino Carta ha riferito a loro una storia incredibile: di essere rimasto vittima di un agguato tesogli da un gruppo di indipendentisti corsi e di avere lottato per difendere la povera Wanda. Un inganno che ha retto solo per pochi minuti. I figli, infatti, sapevano che la madre aveva inventato una relazione sentimentale con un leader nazionalista corso per convincere il marito a desistere dai suoi tentativi di riconciliazione. A quel punto, quasi vinto dall'evidenza della propria menzogna, l'ex legionario avrebbe mormorato: «Per vostra madre non c'è più speranza». Una frase interpretata come una condanna definitiva per Wanda Caria. Ieri mattina, l'avvocato di Carta, Maria Gabriella Cascini, ha dichiarato: «Il perito è stato categorico e ha stabilito che il mio assistito in generale è capace di intendere e di volere». Il parere sarebbe stato dato sull'analisi del comportamento tenuto da Carta durante l'interrogatorio dell'11 gennaio a San Vittore. Sembra infatti che l'ex legionario abbia fornito indicazioni molto precise sulla strategia difensiva, avvalendosi poi della facoltà di non rispondere. In quell'occasione, Costantino Carta è apparso lucido, non confuso come al momento del suo arresto. Il suo legale è comunque intenzionato a chiedere un'altra perizia per verificare se Carta fosse capace di intendere e di volere quando spinse la Orlandi contro il metrò. E' del tutto evidente che l'avvocato Cascini voglia accreditare la tesi che il suo cliente non si trovasse nel pieno possesso delle sue facoltà mentali quando ha cercato di uccidere Monica Orlandi. Del corpo di Wanda Caria, intanto, nessuna traccia. La gendarmeria francese ha interrotto da tempo le ricerche e si muove soltanto su segnalazioni mirate, che possano avere una credibilità. Dopo una segnalazione dei figli di Costantino Carta, infatti, è stato controllato anche un cunicolo che collega due strutture dismesse della Legione Straniera a Balistra, vicino a Bonifacio. Alcune gocce di sangue vicino all'imboccatura del cunicolo (invaso dall'acqua piovana) avevano insospettito i figli dell'ex legionario di Illorai. Ma anche questa volta, niente da fare: il corpo di Wanda Caria non c'era.