Fiaccole per invocare la pace Centinaia in corteo sotto la pioggia e in chiesa


L'iniziativa della diocesi IGLESIAS. Centinaia di fiaccole hanno illuminato la tarda serata iglesiente per invocare il dono della pace. E' stata massiccia la partecipazione all'appuntamento programmato dalla diocesi sulcitana per aderire all'invito del santo Padre a pregare per la pace, in unione spirituale ai rappresentanti di tutte le religioni del mondo riuniti ad Assisi. La veglia è stata preceduta da una fiaccolata che è partita dalla parrocchia del Cuore Immacolato di Maria, per giungere alla chiesa dedicata al poverello d'Assisi, ambasciatore di pace. Il tragitto, più breve rispetto al previsto per le peggiorate condizioni del tempo, non ha scoraggiato i fedeli che sono giunti in città anche da altre zone della diocesi. Le varie realtà sociali del territorio, con la preghiera silenziosa, hanno dato il proprio contributo all'edificazione di un unico cammino che sia privo di guerre e di violenza, e caratterizzato dal dialogo e dal confronto pacifico. La pioggia, che è sopraggiunta poco dopo l'inizio del corteo, non è stata in grado di spegnere i lumi delle fiaccole; queste, una volta giunte in chiesa, si sono trasformate in un arcobaleno di colori, tra canti e riflessioni. Ampia di significativi contenuti l'omelia del vescovo: ''Il diritto a difendersi dal terrorismo e da ogni forma di violenza - ha commentato monsignor Tarcisio Pillolla -, deve rispondere a regole morali e giuridiche, sia negli obiettivi che nei mezzi; la responsabilità penale deve essere sempre personale e non estesa alle religioni o alle etnie, alle quali appartengono i terroristi''. Un appuntamento, quello di ieri, giunto a soli 24 giorni di distanza dalla celebrazione della giornata mondiale della pace, svoltasi il primo giorno dell'anno. ''Tra i due appuntamenti c'è la stessa finalità, rappresentata dal raggiungimento della pace, che si ottiene con la preghiera ed è fondata sulla giustizia e sul perdono''. "Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono": questo il messaggio che monsignor Pillolla ha ricordato ai fedeli presenti, sottolineando che ''nella prospettiva della pace nessun tentativo può essere trascurato, opponendo alla logica delle armi la logica dell'amore: questo è il messaggio cristiano proposto a tutti''. La pace, quindi, come meta cosmica, oggi più di ieri sentita e invocata oltre i colori, le bandiere e i Credo. ''La pace - ha aggiunto il vescovo, monsignor Tarcisio Pillolla - è un bene per tutti e quindi tutti devono sentirsi impegnati per costruirla. L'auspicio è che si raggiunga una pace vera e duratura, fondata sulla giustizia e sul rispetto dei diritti e dei doveri di ogni persona e di tutti i popoli''. Ogni chiesa particolare, ogni comunità, ogni famiglia, diventano luogo per coltivare la pace, ''e, alla luce del fenomeno di violenza dell'undici settembre -, vengono ridimensionate le nostre sicurezze; questo, però, non deve chiudere il nostro cuore alla speranza. Le possibilità della famiglia umana sono immense, sebbene non siano sempre evidenti in un mondo nel quale troppi nostri fratelli sono gravati da un governo ingiusto e da nuove forme di schiavitù''. E la pace, anche in diocesi, ha visto i suoi ambasciatori, ai quali è stato consegnato un ramoscello d'ulivo e una riflessione preparata dalle monache del Buon Cammino con l'invito a continuare quotidianamente la preghiera, in quanto ''con la guerra tutto è perduto e le armi di morte devono essere convertite in armi di vita''. La manifestazione si conclusa quando ormai erano trascorse le ventuno. Gianluigi Sulas