In autogestione il liceo della Maddalena Un manifesto contro la riforma Moratti: favorisce la scuola privata


andrea nieddu LA MADDALENA. Per quattro giorni il liceo statale Giuseppe Garibaldi ha deciso di paralizzare il normale svolgimento delle lezioni per protestare contro le recenti proposte di legge legate alla finanziaria e al riordino degli organi collegiali, sostenute dal ministro Moratti. La protesta ha preso il via sotto forma di autogestione, ha dato agli studenti l'opportunità di confrontarsi su temi di carattere extracurricolare, attraverso l'incontro con associazioni di volontariato, dibatti sulla bioetica, sulla riforma, e un cineforum, senza negare così il diritto allo studio agli studenti contrari alla protesta. Con un manifesto murale intanto ripoondono a quelle persone che ritengono l'autogestione una perdita di tempo. Scrivono: «Non ci siamo accontentati di assistere passivamente al susseguirsi di manifestazioni contro "la ministra", ma abbiamo dato il nostro contributo per dire no a delle riforme poco chiare, che penalizzano gli istituti statali a favore di quelli privati e soprattutto limitano la partecipazione attiva degli studenti nella scuola». Forti del successo di questa esperienza tutti gli studenti hanno deciso di prolungare la protesta appoggiando le due giornate di manifestazione nazionale organizzate in occasione degli stati generali, considerati come «una mossa demagogica e autoritaria; demagogica perché vuol dare l'impressione di una consultazione generale del mondo della scuola, ma noi sappiamo che non è così: coloro che la scuola la vivono quotidianamente non sono stati invitati... Autoritaria perché si vuol contrapporre alla partecipazione di tutti una riunione (in pompa magna) di pochi». Gli studenti hanno trovato anche lo spazio per un'autocritica: «Conosciamo perfettamente i limiti e i difetti delle nostre manifestazioni, dovuti in parte alla lontananza della nostra scuola dai nuclei della protesta, in parte alla superficialità dimostrata da alcuni elementi in varie occasioni. Ciò ha gettato cattiva luce sulla maggioranza degli studenti, che in questa occasione si sente coinvolta e unita nella protesta». Per concludere gli studentid el licep pubblicano anche degli stralci di una piattaforma: «Ci opponiamo allo sviluppo di una scuola sempre più "classista" nella quale si evidenzierebbero le differenze sociali. Ci opponiamo quindi allo sviluppo di un'ignoranza pubblica. La riforma fatta dal ministro Moratti non piace a noi studenti perché non è a favore della pubblica istruzione, ma della pubblica distruzione. Noi della scuola pubblica abbiamo guadagnato il diritto all'istruzione ed ora lei, con la sua riforma, ce ne vuole privare tagliandoci i fondi». Andrea Nieddu