La Marmorata all'asta per 30 miliardi Il 30 gennaio il terzo tentativo. Un gruppo avrebbe manifestato interesse


tonio biosa SANTA TERESA. Trenta miliardi trenta più IVA, in lire. E il prezzo base per l'acquisto del megacomplesso turistico-alberghiero di La Marmorata, in territorio teresino. In regime di liquidazione coatta amministrativa in seguito al fallimento della proprietaria "Sarda Grandi Alberghi Spa", l'avvio della procedura di vendita è stato fissato dal commissario liquidatore Maria Martellini alle 15 del 30 gennaio.La vendita avverrà a Milano, presso lo studio del notaio Arrigo Roveda. Sarà «effettuata in un unico lotto, a corpo e non a misura, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano con le pertinenze e gli accessori». Mentre sarà possiblile nel frattempo prendere visione del complesso, tutte le informazioni potranno esser attinte presso la segreteria della procedura di vendita posta al numero 15 della via Fatebenefratelli di Milano. Ancora una messa in vendita del complesso turistico di La Mormorata dunque, dopo due precedenti tentativi andati a vuoto. Si spera sia la volta buona. Qui non vi è infatti chi non se lo augura, principalmente per il mantenimento dei livelli occupativi e per l'indotto di una così importante presenza turistica. Realizzato agli inizi degli anni settanta, duemila posti letto, spiagga e scogliera sotto i piedi sullo scenario incantato del Parco dell'Arcipelago della Maddalena, per un paio di decenni _ dopo una gestione diretta da parte della società costruttice incappata poi in un fallimento giudiziario _ esso è passato sotto il Club Méditerranée che ne aveva fatto uno dei suoi villaggi più ricercati. La precarietà del possesso e quindi l'impossibilità di intervenire per la necessaria azione di manutenzione straordinaria avevano messo la celebre multinazionale del turismo organizzato nella condizione di lasciare il complesso. Con l'estate del 2001 infatti il Club Méd aveva finito di operare a La Marmorata. Un abbandono sentito come gravido di ripercussioni negative, avvertito soprattutto dall'amministrazione comunale fortemente preoccupata dal sicuro calo dell'occupazione conseguente alla chiusura di un vacanzificio così importante per l'economia del territorio. La notizia della fissazione della data dell'avvio della procedura della sua vendita non poteva perciò non esser accolta con estreno gradimento dal sindaco. «Spero che l'acquisto venga effettuato e che il complesso riprenda a funzionare già dalla prossima estate _ dice il sindaco Nino Nicoli _ Gli acquirenti non dovrebbero mancare». Dal sindaco si apprende così che ci sarebbe già qualcuno particolarmente interessato all'acquisto. Un qualcuno che viene dalla penisola e, avendo chiuso un determinato settore produttivo dove si era affernato, vorrebbe investire nel settore turistico alberghiero della Gallura. Suoi emissari avrebbero preso visione del complesso e dei luoghi, inoltrando istanza affichè per entrarne in temporaneo possesso nelle more fra abbandono da parte del Club Méd e la vendita. «Un indizio _ dice il sindaco _ di buoni propositi. Ma non è detto che non ci debbano essere altri acquirenti. L'importante è che riaprano e facciano funzionare la grande struttura ricettiva». Tonio Biosa