Una domenica a Milis tra natura e cultura Il pretesto è la rassegna regionale dei vini novelli a Palazzo Boyl


Beppe Meloni MILIS. Quello che vi consigliamo è un fine settimana diverso e alternativo alla solita routine, in direzione di Milis, piccolo centro a pochi chilometri da Oristano. Potrete trascorrere una giornata di festa, tutta speciale. La festa del "vino novello" della Sardegna, che si svolge puntualmente ogni anno a Milis nelle giornate novembrine dell'estate di San Martino. Paese dalle testimonianze storiche di notevole interesse, che dal prenuragico arrivano sino al 1800, Milis ha il suo gioiello più prezioso proprio nella piazza centrale, quel palazzo Boyl la cui costruzione si può far risalire addirittura alla fine del 1300. Come ben descrive la guida ai beni storico-artistici del paese curata dalla professoressa Maria Giuseppina Loi, palazzo Boyl, situato nel cuore del paese degli agrumi, si presenta con un'ampia facciata e un ingresso centrale con arco a tutto sesto, balconcino superiore e terrazzino sovrastante con i busti delle quattro stagioni. Dall'ingresso principale, con portale delimitato da una gradinata con leoni marmorei, si passa alla sala centrale, quella "delle armi", con mosaici pavimentali di valore che danno forma e colore alle sale del palazzo. La storia racconta che questo edificio di chiaro stile neoclassico piemontese si deve "all'estro creativo" dei due fratelli Carlo e Vittorio Boyl. Ma è stato Vittorio Pilo Boyl, figlio di Francesco Pilo Boyl e di Felicita dei conti di Richelmi, famiglia piemontese illustre, convolando a nozze con una nobildonna locale, donna Margherita, a fare del palazzo nel lontano Ottocento, il ritrovo preferito dei letterati e della nobiltà sarda. Fra gli ospiti illustri che hanno soggiornato a palazzo Boyl, alcuni re di Sardegna e d'Italia: Vittorio Emanuele I, Carlo Felice, Carlo Alberto, Vittorio Emanuele II, Grazia Deledda e Gabriele D'Annunzio. Ma non c'è solo palazzo Boyl tra le cose da vedere nel piccolo paese posto all'estremità settentrionale del Campidano di Oristano, ai piedi del Monte Ferru. C'è da ammirare una splendida oasi verde, ricca di aranci, mandarini (introdotti dai Camaldolesi), lauri, olmi, cipressi, con i tipici portali del Settecento, frequentata sin dall'età nuragica e nell'età romana presumibilmente sede di un insediamento (il nome Milis si fa derivare dal latino "miles") a guardia della pianura. Nel Medioevo Milis ha fatto parte del Giudicato di Arborea ed è stato sede di curatoria. Poco distante dall'abitato, accanto al cimitero, la chiesa di San Paolo, costruita tra il XII e il XIII secolo, che ha all'interno alcuni dipinti di scuola catalana, un altare barocco e alcune statue lignee di santi. La parrocchiale di San Sebastiano nella piazza principale, proprio di fronte al palazzo Boyl, è in stile gotico aragonese, con un antico "crocifisso" e statue lignee di buona fattura. Tutti gli anni nell'ultima domenica del mese di luglio e nella prima domenica di agosto, si celebra in questa chiesa la festa della Madonna del Buon Cammino, il cui culto è stato introdotto ad Oristano nel 1570 dai frati agostiniani spagnoli. Altri siti ambientali da visitare il bosco di Villa Flor e quello della Villa Pernis, primo proprietario l'ingegner Benvenuto Pernis. In questa cornice di verde, tra natura e cultura, la sala convegni al piano superiore del palazzo Boyl ha ospitato anche quest'anno la festa del vino novello della Sardegna. Dopo che i migliori sommeliers provenienti dalle più importanti cantine dell'isola hanno compilato la "pagella" dei novelli di questa vendemmia 2001, un interessante convegno (sull'utilizzo delle nuove tecnologie nella produzione del novello sardo) ha concluso la giornata di studio. Poi nella serata novembrina e sino a notte tarda tutti a festeggiare nelle strade del paese, tra le bancarelle di vino, dolci sardi e castagne arrosto. Con il sindaco Giampietro Mastinu a fare da "cicerone" ai numerosi ospiti giunti da ogni parte dell'isola. Ancora una volta con la sua impeccabile rassegna regionale, Milis si è aperta agli intenditori e agli appassionati, ma anche agli amanti della buona tavola e del buon vino. Per un invitante fine settimana a contatto con la natura e con i suoi prodotti più genuini e sinceri. Beppe Meloni