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Dopo anni di completo abbandono dell'opera già avviata e apparentemente destinata a far parte del lungo elenco delle incompiute più scandalose, sarà portato a termine il raddoppio del tratto Cagliari-San Gavino, fermatosi alla stazione di Decimomannu e da lì mai più ripartito. A parte l'arrivo del binario bis, San Gavino vedrà finalmente realizzato un progetto di tale vecchia data che se ne sono perfino perse le origini: lo spostamento della stazione alla parte opposta di quella in cui si trova da sempre rispetto al centro urbano e la realizzazione di un attiguo scalo merci. Dalla periferia sud verso Guspini e Villacidro _ che periferia proprio non è più dato che l'abitato si è ormai esteso ben oltre _, sarà spostata a nord in direzione di Sardara, nell'area subito dopo l'ospedale civile. Il piano di trasloco dello scalo ferroviario è già stato formalizzato tra un funzionario della Regione, un rappresentante delle Fs e il vicesindaco Marco Cossu in assenza del sindaco Fedele Melas. Il trasferimento della stazione è frutto dell'intesa Stato-Regione siglata dagli allora presidenti del consiglio dei ministri Massimo D'Alema e della Regione Federico Palomba. Primo effetto tangibile del cambio di stazione sarà la totale eliminazione dei passaggi a livello tanto odiati che oggi dividono in più punti il paese in due tronconi. Se si considera che nell'arco di 24 ore transitano per San Gavino decine di treni passeggeri e merci, la maggior parte durante il giorno e guarda caso nelle ore di punta, è facile immaginare il caos che si crea ogni 15-20 minuti in prossimità delle sbarre. La centralissima via Roma e le strade provenienti da Guspini e Villacidro, che si congiungono proprio davanti al sassaggio a livello della stazione, vanno in tilt per l'interminabile fila di auto che si crea con le sbarre abbassate. Uno scenario che, si spera, dovrebbe chiudersi definitivamente entro il 2006. Stessi tempi si prevedono anche per il completamento del raddoppio Decimomannu-San Gavino. Luciano Onnis