Ex dogana, veto del soprintendente C'è l'ordinanza di abbattimento e ora si progetta il recupero


PORTO TORRES. E' stata completamente transennata l'area circostante il palazzo pericolante dell'ex dogana. Chiuso anche il tratto interessato dai binari, tanto che il treno in coincidenza con la nave non può più arrivare fino a piazza Colombo, per cui i passeggeri dovranno scendere o salire al capolinea della vecchia stazione ferroviaria di via Ponte romano. Intanto, come previsto, la Soprintendenza si è opposta alla demolizione dell'edificio ordinata dal Comune di Porto Torres. Già nei giorni scorsi il Soprintendente per i Beni ambientali e architettonici, Paolo Scarpellini, aveva annunciato l'intenzione di attivare le procedure per il recupero del vecchio edificio dell'ex dogana confermando l'esistenza del progetto per il restauro, considerata anche la disponibilità delle risorse finanziarie da parte del Genio civile Opere marittime. Subito dopo, però, c'era stata l'ordinanza emessa dal sindaco, in considerazione anche delle relazioni tecniche predisposte dal comandante provinciale dei vigili del fuoco, l'ingegner Pippo Mistretta, e dal dirigente dell'ufficio tecnico comunale, l'ingegner Claudio Vinci. E' di ieri la nuova presa di posizione della Soprintendenza che intima al Comune di non dare corso all'ordinanza che prevede la demolizione della struttura, proprio in vista degli interventi pianificati con il progetto già predisposto. La situazione è paradossale. Da una parte l'ordinanza (del 7 giugno) che si basa su chiari elementi di certezza espressi dai tecnici del settore (in merito alle condizioni strutturali dell'edificio che «determinano pericolo per l'incolumità pubblica»), dall'altra la ferma opposizione della Soprintendenza che insiste sull'importanza di recuperare un edificio costruito (come certificano i vigili del fuoco) con gravi carenze. Viene solo da chiedersi perchè allora è stato perso così tanto tempo. Se davvero c'erano il progetto e i soldi, perchè non si è agito prima?