Cesare Furesi racconta in un libro la sua esperienza di ragazzino e adulto segnato dalla poliomielite Una vita diversa dalle altre, più scomoda La ragazza che fuggì in lacrime scoprendo la sua gamba malata


Ha raccontato la sua vita in un libro. In maniera singolare. Una maniera diversa per spiegare come ha affrontato con coraggio e determinazione la sua vita. Da diversamente abile. Per colpa di una maledetta poliomelite che da bambino avrebbe potuto traumatizzarlo e che gli ha invece infuso una forza interiore eccezionale, emersa durante l'adolescenza. A 43 anni, Cesare Furesi ha deciso di raccontare la sua vita, i suoi problemi, le sue gioie, i suoi drammi. L'ha fatto scrivendo un libro in maniera singolare, a cominciare dal titolo, che è tutto un programma: «Che culo... Ho trovato posteggio» e dalla copertina, sul quale è stato riportato il talloncino per i parcheggi riservati agli invalidi. Cesare Furesi è nato ad Alghero nel 1957, ha studiato nella cittadina catalana dove si è diplomato al liceo classico prima di cominciare a lavorare, in qualità di funzionario, nell'Amministrazione regionale. E' padre di due figli, una ragazza di 22 anni e un maschio di 18, che vivono ad Alghero con la madre. Lui invece si è trasferito a Roma, anzi è stato costretto a farlo perchè non c'era altra possibilità per curarsi. Perchè dopo la poliomielite da bambino, la sfortuna gli ha assestato un altro colpo tremendo e si è accanita ancora una volta contro di lui alcuni anni fa. Sotto forma di un maledetto incidente sul posto di lavoro, una banalissima caduta che gli ha però provocato una grave lesione alla gamba sana. E insieme all'incidente è arrivata una forte depressione, dalla quale Cesare Furesi è riuscito a riprendersi, a ritrovarsi, soltanto attraverso la scrittura. Ha messo insieme i diari di quand'era bambino e sezionato la sua vita. Senza nascondere nulla, neppure le lacrime che gli sgorgavano a fiotti quando da ragazzino vedeva gli amici correre dietro un pallone e lui era costretto a stare seduto in un angolo a guardarli. Oppure quando, diventato più grande e anche un bel ragazzo, era costretto a stare sempre seduto sul sedile della sua «Vespetta» perchè non voleva far vedere alle ragazze che gli ronzavano intorno che era poliomielitico. E non ha neppure dimenticato di sottolineare quando si era chiuso in casa per giorni e giorni dopo una concente delusione d'amore con una bella ragazza sassarese che per lui aveva perso la testa e che era scappata via piangendo quando una mattina l'aveva incontrato a passeggio con la madre per le strade di Alghero e aveva visto quella gamba deformata dalla poliomielite. Nel libro c'è tutta la vita di Cesare Furesi. Raccontata, forse, a un tassista che lo sta accompagnando in un teatro di Roma e che lo guarda esterreffato dallo specchietto retrovisore. Una storia ricca di umanità e di amore. Il dramma di un bambino prima e di un uomo poi costretto ad affrontare la vita in maniera diversa dagli altri. Ma che, allo stesso tempo, ha sempre fatto tutto quello che hanno fatto gli altri, i normali, e forse anche qualcosa in più. Per dimostrare, soprattutto a se stesso, che quella gamba non era un handicap. Una vita affrontata con grinta e coraggio in ogni situazione, anche in quelle più critiche che Cesare si è trovato di fronte. Qualità che gli hanno permesso di superare, non senza difficoltà, i trabocchetti che la sfortuna ha continuato a tendergli con cattiveria. Ora Cesare Furesi ha trovato una nuova dimensione nella scrittura. Ha scoperto che non è l'unico ad avere la poliomielite, ad essere diverso dagli altri e allora ha deciso di uscire allo scoperto. E' stato invitato anche al Maurizio Costanzo Show e in altri programmi televisivi di intrattenimento durante i quali ha sempre ricordato la sua condizione e invitato gli altri come a lui a lottare. E, naturalmente, a leggere «Che culo... Ho trovato posteggio». Cesare Furesi ha dedicato il libro alla madre, morta qualche anno fa e alla quale era attaccato in maniera quasi morbosa, e a tutti i ragazzi colpiti come lui dalla poliomielite. Invece ha devoluto a Emergency, l'associazione umanitaria per la cura e la riabilitazione delle vittime delle guerre e delle mine antiuomo, i diritti d'autore e parte del ricavato del libro stampato per i tipi della Croma edizioni di Roma. E adesso «Che culo... Ho trovato posteggio» sta anche per diventare un film.

Pier Luigi Piredda