L'incognita si chiama Beghetto Nel Cagliari ha segnato un gol, ma Materazzi crede in lui


CAGLIARI. Si chiama Mihai Baicu l'ultima speranza del Cagliari di rimanere aggrappato alla serie positiva che ha fruttato finora tre vittorie consecutive. E' un centravanti traccagnotto arrivato a settembre al Cittadella dal Foresta Suceava, sconosciuta squadra rumena con cui l'anno prima aveva ottenuto la promozione in serie A. Grazie alla doppietta realizzata negli ultimi minuti a Treviso ha virtualmente regalato la salvezza al Cittadella che si è allontanata in maniera definitiva dalle secche della bassa classifica e verosimilmente sarà meno agguerrito del solito. Il Cagliari spera molto nell'appagamento dell'avversario di domani, anche se giustamente viene da chiedersi perchè dovrebbe sentirsi demotivato il Cittadella che dista dalla quart'ultima 8 punti e non la squadra rossoblù che vede la zona promozione a 9 lunghezze. Il vero problema però è un altro e riguarda l'assenza di Suazo, il figlio del vento che ha fatto la differenza sia con il Cosenza, dove ha realizzato due gol, che con il Venezia dove pure è rimasto all'asciutto. Gigi Beghetto, il probabile sostituto schierato giovedì in coppia con Cammarata da Materazzi non è esattamente la stessa cosa. Fermo restando che i tifosi del Cagliari non hanno mai visto quello vero _ dal momento che in 17 presenze (molte delle quali part-time) ha segnato un solo gol, per giunta inutile a Crotone _ è strutturalmente l'opposto dell'honduregno. Tanto leggero e veloce è il primo, quanto possente e macchinoso è l'ex trevigiano, classico bisonte da area di rigore che per giunta stando parecchio fuori si è appesantito. Peraltro è anche vero che se l'anno scorso Beghetto ha segnato 16 gol non deve essere proprio l'ultimo arrivato, fermo restando che Materazzi non può limitarsi a inserirlo nel solito schema collaudato nelle ultime gare senza apporre altri correttivi. Con Suazo sarebbe bastato il lancio lungo, con Beghetto serve un maggiore sostegno alla manovra sia da parte dei centrocampisti che degli esterni. La logica avrebbe imposto probabilmente l'avanzamento di Capone nel ruolo di seconda punta, così come era avvenuto con successo a Cosenza. Anche perchè il giovane non ha il passo e soprattutto la continuità di corsa a metacampo, ragion per cui schierato come quarto centrocampista di sinistra con Beghetto prima punta il Cagliari rischia di soffrire non in uno ma in due ruoli. Fardello un po' troppo pesante da sostenere anche ammettendo che il Cittadella non scenda in campo concentrato al massimo. Ma se il Cagliari squadra sotto sotto spera di poter coltivare ancora a lungo il sogno promozione, le esigenze societarie impongono altri ragionamenti. Il primo dei quali riguarda la quotazione di Beghetto che rimanendo in panchina anche in caso di assenza di una delle punte titolari scenderebbe a livelli bassi, lontanissima dai sei miliardi spesi per il suo acquisto. Materazzi in questo caso deve dare un colpo al cerchio e l'altro alla botte, salvaguardando gli interessi di classifica e di mercato (le richieste per il centravanti fioccano). Il tecnico ovviamente pensa a privilegiare l'aspetto tecnico della faccenda, così come fece nelle prime uscite quando partì con Beghetto titolare e Suazo in panchina. Allora però doveva farsi un quadro esatto della situazione. Nanni Boi