L'attore non ha mai nascosto di essere di destra Alain Delon è Montale ma la sinistra protesta


PARIGI. Alain Delon torna in tv, dopo un lungo periodo di assenza dagli schermi, nei panni del commissario Fabio Montale, l'anomalo «flic» dichiaratamente di sinistra e amante della buona cucina, del pastis, e delle donne, nato dalla penna tardiva di Jean-Claude Izzo. Le riprese della miniserie in tre episodi coprodotta da Tf1 e Rai, nel cui cast figurano Elena Sofia Ricci e Caterina Vertova, sono cominciate nei giorni scorsi a Marsiglia, dove Delon girò alcuni «Borsalino». Ma sullo sfondo non sono ancora sopite negli ambienti intellettuali di sinistra le polemiche sulla scelta di un interprete notoriamente di destra. «E' un insulto alla memoria di mio padre, Delon non condivide le idee politiche di Montale», protesta da quando in ottobre l'attore ha accettato il ruolo, il figlio dello scrittore morto l'anno scorso di cancro a 55 anni. Addirittura, è circolata per mesi una petizione intitolata «Non tradiamo Fabio», per impedire «lo sfregio» contro Izzo, notoriamente impegnato a sinistra e feroce nemico dell'estrema destra. Le firme sono centinaia, ma il 66enne attore è salito imperturbabile sul set il 19 marzo, ritrovando 16 anni dopo il tandem di «Parole de flic»: il regista Josè Pinheiro e lo sceneggiatore Philippe Setbon, che ha adattato i tre gialli scritti da Izzo dopo i 50 anni.