CALANGIANUS L'addio a un grande atleta


PIETRO ZANNONI CALANGIANUS. A 80 anni ci ha lasciato Tonino Molino. La Calangianus sportiva è in lutto. Molino è stato considerato come il migliore atleta che la storia calcistica locale abbia avuto. Tutti lo ricordano ancora con la maglia dell'Audax nelle immemorabili gare nell'epico campo dietro lo Scolastico. Era il difensore principe di quella squadra che per 5-2 batté anche il Cagliari, nel dopoguerra, e che aveva tanta modestia da ricordare, a chi scrive, che per lui erano altri i giocatori da segnalare. Poteva salire alle cronache sportive nazionali, ma ecco che il 6 marzo 1949, in una gara con il Bacu Abis, ci fu un'invasione di campo con la folla impazzita. Allora l'intero paese seguiva le partite e in quel caos qualcuno tirò un bel calcio all'arbitro Casu. Molino, capitano della squadra, cercava di difenderlo, ma pagò amaramente. Tonino venne squalificato a vita, la società radiata, una brillante carriera interrotta. Dovette emigrare in Corsica. Lo richiese il Sant'Etienne in serie A, visto che fece un figurone nella nazionale corsa a Parigi. Tonino però dovette emmettere: «No, non possono venire, sono stato squalificato a vita in Italia». In Corsica si portò la moglie e la figlia, due figli nacquero lì e lavorò come capofabbrica in un opificio con 130 operai sugherieri. Tutti hanno dimenticato quel fatale pomeriggio. Lui no. L'anno scorso chiese ospitalità alla rivista del paese perché si dicesse che «sono staso squalificato a vita, ma non ho commesso alcuna azione fallosa verso l'arbitro Casu». Noi rinnoviamo ancora il suo appello ora che il centromediano Tonino Molino, con il suo potente stacco aereo, è volato lassù nei campi verdi del cielo. (p.z.)