Le motivazioni della sentenza Atalanta-Pistoiese, il pareggio è stato combinato


MILANO. La partita di Coppa Italia Atalanta-Pistoiese del 20 agosto 2000 fu «combinata» sul risultato del pareggio da giocatori delle due squadre. E' la convinzione alla quale è giunta la Commissione Disciplinare che venerdì ha inflitto un anno di squalifica ai giocatori dell'Atalanta Siviglia, Gallo e Zauri e a quelli della Pistoiese Aglietti e Allegri, 6 mesi all'ex atalantino Banchelli e prosciolto Doni, Amerini, Bizzarri e Lillo. Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate ieri, la Commissione ha tuttavia riconosciuto l'impossibilità di individuare quali siano i calciatori coinvolti nell'illecito sportivo. Si è quindi proceduto a punire quei calciatori che, a giudizio del tribunale sportivo presieduto dall'avv. Sergio Artico, erano sicuramente a conoscenza dell'accordo diretto «ad alterare il risultato della gara e che tale conoscenza utilizzarono per consentire scommesse a parenti e amici». Ma quando fu realizzato l'accordo per «accomodar»' il risultato? Secondo l'accusa in una cena, la sera del 19 agosto, alla quale parteciparono diversi calciatori dell'Atalanta e con numerose telefonate tra questi stessi giocatori e altri della Pistoiese. Dal dibattimento invece questo momento resta indefinito. Secondo la Commissione infatti la cena in questione «non potè essere il momento del perfezionamento dell'accordo se non altro per il fatto che vi parteciparono soltanto calciatori dell'Atalanta». In quanto alle telefonate «appare giustificato il sospetto che talune di esse abbiano avuto rilevanza». Ma, nell'impossibilità di conoscere il contenuto delle conversazioni, non è stato possibile individuare quali siano state le telefonate rilevanti e quali i calciatori coinvolti. «Conseguentemente, non è possibile - afferma la Commissione nelle motivazioni - pervenire a considerazioni conclusive in ordine alla individuazione degli autori dell'accordo». A questo punto la Commissione non ha però ritenuto di prosciogliere tutti gli incolpati. Si è scelto di perseguire l' omessa denuncia e l'inosservanza dei doveri di lealtà e probità contemplati nell' art.1 del codice di giustizia sportiva. Sono stati puniti quindi quei calciatori «i cui parenti e amici fecero puntate sull'accoppiata 1-X e sul risultato di pareggio». «Dall'andamento delle puntate, dal comportamento degli scommettitori, nonchè dai rapporti telefonici tra calciatori e scommettitori - si rileva nelle motivazioni - si ricava la certezza che furono loro gli ispiratori o addirittura i mandanti delle scommesse perchè a conoscenza che il risultato sarebbe stato, come avvenne, del vantaggio dell' Atalanta nel primo tempo e del pareggio finale». Secondo la Commissione, quindi, Aglietti, Allegri, Siviglia, Gallo e Zauri, i cui parenti e amici scommisero sul risultato, erano al corrente della «combine». Non è sufficiente per stabilire se parteciparono all'accordo o semplicemente ne vennero a conoscenza e decisero di utilizzare a vantaggio loro e di amici e parenti quanto avevano appreso. Per Banchelli resta la responsabilità di aver omesso la denuncia. Per Amerini e Bizzarri, gli elementi d'accusa consistevano in numerose telefonate con giocatori avversari (Banchelli per Amerini e Doni per Bizzarri). La Commissione li ha prosciolti non essendoci elementi che provino la loro conoscenza dell'illecito. Per Lillo, la richiesta di proscioglimento era già stata avanzata dallo stesso procuratore. Infine c'è l'assoluzione per Cristiano Doni che per la tesi accusatoria era «il tessitore della trama illecita», per il gran numero di telefonate e messaggi scambiati con Bizzarri e per la circostanza che il giocatore risulta essere uno scommettitore.