S'aranzada ha un secolo: testimonial fu la regina


NUORO. Nasceva esattamente un secolo fa "L'aranciata nuorese" (S'aranzada), il dolce tipico barbaricino che sarebbe diventato famoso oltre i confini dell'isola fino a conquistare i più raffinati palati francesi, contribuendo a far conoscere Nuoro in Europa. La sua creazione la si deve a un ingegnoso artigiano: il pasticcere Battista Guiso, un nuorese doc, che amalgamando sapientemente scorza d'arancio candita con mandorle e miele, creò quella prelibatezza che ancora oggi possiamo gustare. Erano gli ultimi anni dell'Ottocento, e nonostante i tempi fossero difficili Battista Guiso da autentico pioniere puntò verso mete lontane, e creando delle pratiche confezioni cominciò a esportare quel dolce dal colore dorato e dall'intenso profumo d'arancio. E fu un successo. Dalla piccola pasticceria situata nella vecchia Nuoro, a pochi passi dalla via Maiore (attuale corso Garibaldi), "L'aranciata nuorese" spiccò il volo verso la Francia, dove nel 1900 ebbe ambìti riconoscimenti in importanti esposizioni di carattere internazionale come Cannes, Marsiglia e Parigi, ottenendo in tutte medaglie d'oro con diploma d'onore. Sulla scia del successo ottenuto con "S'aranzada", il Guiso creò "L'elisir Grazia Deledda" (un liquore tonico digestivo), che battezzò in onore della celebre concittadina. E dolce e liquore si dimostrarono in breve una coppia vincente, (anche l'elisir ottenene ambìti riconoscimenti con 6 medaglie d'oro e 4 diplomi d'onore). Ma cosa rara i per tempi, Battista Guiso si dimostrò un "moderno" imprenditore ante-litteram, facendo uso della pubblicità sulla stampa, come fece nei primi anni del Novecento sulla "Nuova Sardegna". Ma il dinamico imprenditore nuorese, ebbe anche un "pubblicitario" d'eccezione: la regina Margherita di Savoia, abituale cliente della pasticceria Guiso. La "regale" cliente, risulta facesse gran consumo di "Aranciata nuorese" durante gli inviti di salotto, quando si intratteneva con le dame di corte e nei ricevimenti ufficiali a palazzo Reale. Tutto questo su ordine della sovrana, autorizzava il Guiso a far stampare sulle confezioni di "aranciata", e sulle etichette di "elixir" l'altisonante titolo di "Fornitore della Real Casa" con l'uso dello stemma dei Savoia. Uno "spot" niente male, in un periodo in cui mancavano i moderni mezzi di comunicazione. Michele Pintore