28 gennaio 2001 —
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sezione: Spettacolo
CAGLIARI. Bologna, 1952. ?Carissimo dottore, ho ricevutola sua lettera e l'accluso assegno di un milione. Io laringrazio ma sar? necessario che ci intendiamo perch?non mi ? possibile accettare tanto denaro per un dipinto...?.Questo l'incipit della lettera scritta dal grande pittoreGiorgio Morandi indirizzata al collezionista FrancescoPaolo Ingrao. Mezzo secolo dopo ? custodita e si pu?osservare alla Galleria d'arte moderna di Cagliari, da ierisede di una delle pi? prestigiose raccolte d'arte d'Italia. La missiva, ? parte integrantedi un prezioso carteggiodi duecentoquaranta lettereconsegnato ufficialmenteappena un anno fa al Comunedi Cagliari, assieme a oltrecinquecento, tra quadri e disegni,terracotte, bronzi e gessi,nonch? migliaia di volumid'arte. Opere inedite di Boccioni,De Pisis, Maccari, Mafai,Severini e tanti altri, ilmeglio dell'arte moderna italiana,offerte da Elisa Mulas,erede universale del patrimoniodel collezionista Ingraoche, per la prima volta, vengonomostrate al pubblico nei localiristrutturati a tempo direcord dello spazio musealedel capoluogo regionale. Eche ieri ha aperto i battentiin un clima di allegra euforia,a met? tra la cerimonia ufficialecon i discorsi di rito e lafesta popolare, con la follache si accalca nel piccoloatrio della costruzione in stileneoclassico, cercando di entraredentro le sale della galleria.Fuori, sul limitare dell'erba,sotto una tenda bianchissimaa riparo dalla pioggiache cade, la banda di Nurri,paese originario della Mulas,attacca le note di unamarcia di Harm Evers, ?King'sglory? mentre alcune vettureblu, silenziosamente maprepotentemente, invadonoquella piccola oasi di verde... Ma stavolta ? dentro il verospettacolo. Un grande tesorodi eccezionale bellezza, da scopriree da accarezzare con losguardo. Emozionante e raropiacere per gli occhi, di coltie popolani, di eruditi e profani.Ad accogliere, nel cuorecentrale dell'edificio, ? proprioquel ritratto di Ines collocatoal centro della sala dedicataal nucleo delle opere ineditedi Umberto Boccioni. Ritrattoenigmatico di donnadei primi del secolo, dai capellibiondi, naso volitivo esguardo melanconico: unomaggio proprio al collezionistache amava, seduto su diun divano, passare ore a rimirarloe studiarlo. La sala raccogliealtre importanti testimonianzedi questo protagonistadi primo piano della nostraarte moderna. Sono disegni,olii, su tela e su cartone,una carrellata ragionata delpercorso di un artista di primopiano, dagli esordi al futurismo. Lo spazio interrompe e diventaquasi una stazione di riflessione,tra i due ampi settorilaterali dove invece, la direttriceAnna Montaldo nelcostruire un percorso museale,in un certo senso innovativoe di respiro, ha voluto collocareuna grossa parte (lamet? circa) delle opere del lascito.Dal delicato e ottocentescoritratto di Signora di AngeloInganni ai bellissimiBuoi all'abbeverata di LuigiGioli. O ancora sono le sculturedi Giovanni Prini, i paesaggidi Camillo Innocenti, le visionidi Giuseppe Cominetti,o la gouache su carta di MarioSironi. Stanno assieme, amolti dei bronzi e delle sculturelignee (disposti con feliceeffetto scenografico dentrouna grande teca illuminata agiorno) ed altri quadri in alcunestanze dove volutamenteviene ricreata l'atmosfera deiluoghi segreti di un collezionista.Molte opere, una vicinoall'altra, diversi anonimi etante ancora da studiare e selezionare.Quasi un felice disordinecreativo che costringelo sguardo a correre dai lavoridi Carr? a quelli di EmilioNotte, da Orazio Amato aPaolo Ricci e altri ancora. Un senso di accumulo e diricchezza che prepara allasorprendente escursione dacompiere al piano alto dellaGalleria, dove si viene rapitiprima dalla grande tela Vestizionedella sposa di Carlo Socrateper poi scoprire via viaquelle di Ardengo Soffici, ipaesaggi metafisici di AntonioDonghi e soprattutto leopere davvero rimarchevolidel geniale Filippo De Pisis(da uno sconvolgente Cimiterodi Cortina a uno sguardosu Parigi). Altra stazione,quella dedicata al grandeGiorgio Morandi, con naturemorte, disegni a matita, inchiostri.Uscendo nella grandesala, colpisce e incuriosisceil "capoccione" del Ducerealizzato in bronzo da FrancescoMessina. Ma ? sicuramente,molto pi? accattivantescoprire i capolavori di OttoneRosai, da Figure al caff?a Nonnini al tavolo, o ancorpi? eccitante avere il modo diaccostarsi al genio di un artistacome Fortuanto Depero,qui presente con un arditopaesaggio, Case alpestri in grigiorealizzato nel 1936. E ancorale opere di Mario Mafai,dall'imponente figura di Suonatoredi fisarmonica al notturnoVagone ferroviario, alledelicate tele di Pio Semeghiniche ritraggono bambine,nature morte e paesaggi, FeliceCasorati (Le uova sul tappetoe Natura morta con maschera)e altri ancora che preparanoalla sorpresa finale, un veroe proprio colpo di teatro,con l'ultima sezione dedicataa Mino Maccari. Un turbillondi incantevoli e fantasticheimmagini di un mondo popolatoda ballerine, soldati, zingari...
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Walter Porcedda