MERCATO Melis e Carrus in prestito Uno all'Alessandria, l'altro alla Spal sino a giugno


ASSEMINI. Lo sguardo è triste. Come quello di un ragazzino al quale abbiano rubato il giocattolo più bello. Quello inseguito da una vita. Emiliano Melis fa le valigie, con lui va via anche Davide Carrus. Al trasferimento dei due manca solo la firma del contratto. Stasera il responsabile di mercato rossoblù, Luciano Serra, incontra i dirigenti dell'Alessandria, a cui è destinato Melis, e quelli della Spal, maglia che vestirà Carrus. E la questione è chiusa: entrambi andranno in prestito. «Speriamo che facciano bene _ sottolinea Luciano Serra _; noi vogliamo riprenderli a fine stagione. In questi ragazzi ci crediamo». 11 presenze in serie A, 5 in Coppa Italia, 10 in B con due reti, Emiliano Melis ha sperato fino alla fine di poter rientrare nei piani di Gianfranco Bellotto. «Il mister mi ha detto che gioco bene ma che a lui serve gente d'esperienza». Melis è genuino e corretto. Va via in punta di piedi e senza toni forzati. Ma è rammaricato. «Sì, lasciare Cagliari e il Cagliari mi dispiace. Avevo puntato tanto su questo campionato, quando ho esordito col Crotone con una doppietta quasi non ci credevo. E invece...». Invece il sogno si è spezzato. Un sogno tutto sommato normale: tornare in A con la squadra nella quale si è giocato da sempre. «Fin da quando giocavo nelle Giovanili immaginavo i miei genitori, i miei amici ad incitarmi al Sant'Elia. Peccato, è durato poco». Grosso modo Bellotto ha creduto nella mezzapunta finché non è giunto Beghetto. Poi, ha impiegato Melis da laterale. E lui, quello al quale gli amici ricordano ancora di essere andato via in dribbling ad Aldair e Candela, si dice soddisfatto. «Sento di aver dato tutto, di andare via con la coscienza a posto». A testa alta. E con lo sguardo volto al futuro. «In C1, con l'Alessandria un'allettante e nuova esperienza. Non sono mai andato fuori e mi servirà per crescere». Ma anche sulla destinazione rimane un briciolo di dispiacere. «Visto che qui per me non c'era spazio e che invece ho bisogno di giocare, ci tenevo ad andare in una squadra di serie B. Ma offerte concrete non ne sono arrivate. Certo, potevo aspettare la chiusura del mercato, fino al 31 di questo mese, ma poi avrei rischiato di essere punto e accapo». Dunque, destinazione Alessandria. «So che vado a soffrire perché la squadra è ultima a pari punti con un'altra ma dalla quota salvezza dista tre punti. L'accordo? I dirigenti sono stati dei signori e hanno accolto le mie richieste». Emiliano Melis e Davide Carrus saluteranno i compagni stamane. Due tamburini che emigrano. Un saltare il Tirreno di lusso, ma pur sempre un addio ad un mestiere meraviglioso con indosso i colori della propria terra. Ad Emiliano Melis sfugge una smorfia che somiglia ad un sorriso. «Ad Alessandria trovo Torrente che gioca ancora e sta chiudendo una brillante carriera. E pensare che anni fa, quando ero negli allievi, feci il racattapalle per Cagliari-Genoa. Proprio a lui chiesi i pantaloncini. E me li diede». M.F.