ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Il settore del granito sardo riprende a tirare Arrivano gli ordinativi la crisi ? ormai alle spalle


BUDDUSO'. Le prime avvisaglie si sono avute all'iniziodella primavera: gli ordinativi hanno ripreso ad accumularsie le aziende che lavorano nel settore del granitohanno potuto tirare un sospiro di sollievo. "I cinqueanni di crisi, con la sola eccezione del 1997 _ diceLorenzo Molinu, del Consorzio Graniti e marmi di Sardegna_ sono ormai alle spalle. Tuttavia gli effetti non sivedono ancora nelle cave,dove ci sono da smaltire migliaiadi blocchi che sonostati accumulati in questianni di crisi, e che, secondoSalvatore Fiore, "hanno fattola felicit? di impresariturchi e libanesi che si sonopresentanti nelle nostre caveper acquistare i blocchigrezzi, tirando sul prezzo, favoritiin questo dalla crisi edalle difficolt? finanziariein cui molti del settore sonovenuti a trovarsi per il perduraredella crisi". Ora per?la situazione sembra destinataa cambiare. Due i fattori importanti:l'aumento del dollaro neiconfronti dell'euro e il risvegliodel mercato americanodove l'edilizia ha ripreso atirare. "A questo _ dice Molinu_ si aggiungano i petrodollariche stanno rimpinguandole casse dei Paesiarabi esportatori del greggio.Paesi che hanno praticamentetenuto senza diminuzionidi richieste, anche nelperiodo della crisi, ma cheoggi potrebbero incrementarele importazioni". Un vantaggio che il granitosardo, nei mercati mondiali,si ? conquistato nell'ultimoquarto di secolo. Sononumerosi e prestigiosi,nei diversi continenti, lepiazze e gli edifici rivestiticon il nostro granito. "Ilvantaggio _ continua Molinu_ ? dovuto al fatto chenoi produciamo un granitodi buona qualit? che si inseriscenelle fasce medie, nelrapporto qualit?-prezzo, percui siamo riusciti ad arginarela concorrenza della Spagnae di alcuni Paesi africanie dell'Asia". E che la concorrenza vogliacomunque sfruttare aproprio vantaggio la ripresa,inserendosi negli ordinativi"tradizionalmenteitaliani",lo si ? visto chiaramentenella recente esposizionedi Verona. Unica regione assente,la nostra "E pochi _lamenta Salvatore Fiore _erano anche gli industrialisardi". Presente con propristand la Sicilia e la Liguriache assieme producono menodel dieci per cento delgranito prodotto nella cavesarde. Massiccia la presenzadei Paesi concorrenti."Purtroppo _ riconosce adenti stretti Molinu _ quellodella promozione del prodotto? una nota dolente. Cos?come dolente ? il fatto chein Sardegna non si riesca adaccorciare la forbice tra prodottocavato e prodotto lavorato.Oggi esportiamo pocopi? dell'ottanta per centodel granito grezzo a vantaggiodesle industrie del continente.Il semilavorato andrebbecreato in Sardegna,perch?, ne sono convinto,puntare sul grezzo significavivere un mercato che ci vedr?sempre pi? marginali.All'imprenditore di Carrara,segare granito sardo ospagnolo poco importa. Alui interessa che i conti tornino".Sfruttare quindi la ripresache si annuncia lunga,per invertire la tendenza.Il 1999 ? passato alla storiacome un anno di transizioneche dovrebbe, secondogli analisti, introdurreun ciclo positivo di crescita.Per il secondo anno consecutivoil settore edile americanoha posto al suo attivoun dieci per cento di crescita,contro il due-tre per centodell'Europa. E se l'Americatira le nostre preoccupazionidiminuiscono.Giovanni Gelsomino