Santoro e «Il raggio verde» Al via il nuovo programma, senza pubblico in sala


ROMA. La Lega e i rapporti con l'Islam: questo il tema su cui si confronteranno domani Massimo D'Alema e Giulio Tremonti, ospiti della prima puntata del "Raggio verde", il nuovo programma di Michele Santoro proposto da Raidue in prima serata. Il dibattito prenderà spunto dalle polemiche di questi giorni e dopo l'annullamento della manifestazione della Lega a Verona. Non ci sarà il pubblico, novità assoluta per un programma di Santoro, e gli ospiti saranno inseriti in una scenografia, curata da Agostino Agostinelli, che riproduce il flusso televisivo, in una sorta di cielo fatto di immagini: un omaggio al titolo, ispirato al film di Eric Rohmer, in cui il raggio verde, rara visione del fascio luminoso che scaturisce dalla sommità del sole al tramonto o al sorgere, diventa metafora della condizione umana, del sentirsi diversi e inascoltati. Filo conduttore del programma è la speranza, che avrà due momenti portanti: il Raggio Verde, con una platea interattiva si pronuncerà su un personaggio non conosciuto presente in trasmissione e soprattutto il sondaggio settimanale, a cura dell'Abacus, da cui emergeranno i sette leader cui il Paese affida il suo futuro. Ma attenzione: la classifica della speranza non coincide necessariamente con quella della notorietà. Cinquanta i politici testati, scelti in base a un sondaggio preliminare: sono stati interpellate 3.000 persone di almeno 18 anni. I criteri sono stati la visibilità mediatica negli ultimi due mesi, la notorietà non inferiore al 30%, la ripartizione per area politica (13 per il governo, 15 per il centrosinistra, 16 per il centrodestra e 6 per le altre aree). Escluse le personalità istituzionali (Ciampi, Violante, Mancino e Prodi) e i personaggi di ambito locale, fatta eccezione per Formigoni, Storace e Bassolino.