Dopo la statua di Giuseppe Sartorio altri preziosi monumenti sono stati scoperti restaurati dagli studenti dell'istituto d'arte Rivivono i capolavori del cimitero comunale Nella chiesetta è ancora custodita una tela del Novecento di Mario Delitala


NUORO. In concomitanza con la commemorazione dei defunti il cimitero cittadino, considerato uno tra i più razionali e ordinati dell'isola, ha rinnovato il proprio look. Quest'anno si è fatto ancora di più. La Va A dell'istituto d'arte diretto da Antonio Debernardi, ha scoperto e restaurato un monumento firmato dallo scultore Giuseppe Sartorio, che lavorò in Sardegna dal 1885 al 1922, assicurandosi, durante la permanenza, gran parte delle commissioni pubbliche e private. Sotto la direzione dei docenti Pietro Longu e Gianni Marongiu, con la collaborazione di Alfio Carta, Gavino Rassu e Tonino Porcu, è stato recupero e perfettamente restaurato il monumento sepolcrale alla memoria di Marianna Cece Carloni, costituito da un busto e da un angioletto in marmo di Carrara, abbattuti da un albero caduto accanto alla cappella centrale del cimitero. L'intervento degli studenti restauratori è avvenuto grazie al loro coinvolgimento da parte del direttore del camposanto Mario Testoni, che ha intuitivamente capito che la scultura era un'opera d'arte. L'indagine del docente Pietro Longu ha confermato il sospetto, considerato che le opere realizzate nell'isola da Giuseppe Sartorio esprimono compiutamente la concezione artistica di fine Ottocento, che era quella della bellezza classica, oltre che di eloquenti e veristici monumenti funerari a Cagliari, Oristano, Sassari e Nuoro. Una indagine conoscitiva degli studenti all'interno dell'area cimiteriale cittadina ha portato alla scoperta di tutta un'altra serie di sculture realizzate da altri famosi artisti: Vincenzo Jerace, autore della statua del Redentore sul Monte Ortobene; Francesco Ciusa, Antonio Usai, Tilocca, Moisè, Onali, Fabiani ed altri. C'è anche una tela, conservata nella chiesetta del cimitero, di Mario Delitala. Si tratta di una crocefissione che risale alla prima metà del Novecento, alta circa 2 metri e 30 e larga 1 e 80 centimetri. Ricerca che suggella l'importanza della proposta, più volte rimbalzata tra i banchi del consiglio comunale, di fare del cimitero di "Sa'e Manca" un cimitero monumentale. I 17 allievi dell'Istituto d'Arte (Francesco Antonio Angheleddu, Francesco Biancu, Claudio Branciforte, Emilia Rita Falchi, Nicolina Falchi, Cristina Ladu, Marco Meloni, Anna Rita Montisci, Maria Giovanna Perrottu, Anna Maria Pes, Francesca Pintori, Marco Pira, Arrianna Rassu, Maria Lucia Sanna, Froncois Mahamadi Guigna Sanna, Giampaolo Secci e Tiziana Giannina Zirottu) hanno deciso di portare sino in fondo il lavoro d'indagine e restauro. Oltre alla mappatura di tutte le tombe con opere artistiche di rilievo, provvederanno alla realizzazione di una guida attraverso la quale i visitatori potranno facilmente individuare gli artistici monumenti sepolcrali, acquisendo le varie informazioni sugli scultori che li hanno realizzati.(a.b.)