La Fondazione paga in contanti Mezzo miliardo in banconote al produttore russo Proczynski


CAGLIARI. La Fondazione del teatro lirico finanzia le produzioni musicali pagando in anticipo e soprattutto in contanti. Banconote fruscianti, consegnate nelle mani di un agente o di un suo delegato, nonostante le norme nazionali antiriciclaggio stabiliscano chiaramente il divieto di transazioni _ con qualsiasi valuta _ oltre il limite dei venti milioni di lire. E' accaduto l'anno scorso ed è accaduto anche quest'estate. Destinatario dei versamenti l'agente di spettacoli russo Valentin Proczynski, titolare della `Starsound productions limited' con sede a Dublino, in Christchurch square. La società di Proczynski ha sede in Irlanda, ma l'intraprendente titolare _ frequent flyer sulle rotte per Cagliari _ ha la residenza ufficiale a Montecarlo. La Nuova Sardegna è in grado di ricostruire uno dei numerosi accordi firmati e realizzati da Proczynski con il sovrintendente Mauro Meli. Un affare da due miliardi e cento milioni per cinque rappresentazioni della Nona di Beethoven, due nel cartellone del 1999 e tre _ in versione rinnovata _ al festival dell'Anfiteatro. I termini sono contenuti in una scrittura privata, redatta in carta intestata `Teatro lirico di Cagliari'. E sono termini che con ogni probabilità seguono la prassi delle contrattazioni tra enti musicali e artisti. Solo che qui il protagonista assoluto sembra essere l'agente russo, che detta condizioni e stabilisce oneri senza neppure garantire la presenza del grande direttore Lorin Maazel, cliente di riguardo della sua società di produzioni. L'accordo di cui parliamo è stato sottoscritto il 22 giugno del 1999. La Fondazione ha acquistato due concerti della Nona di Beethoven in forma tradizionale, tenuti al teatro di Cagliari l'otto e il nove luglio successivo. Poi la `seconda fase': tre concerti della Nona con la regia di Walter Haupt, una rappresentazione nuova per i giorni sei, sette e otto luglio di quest'anno. Cast creativo e musicale sono stabiliti nel contratto privato, nulla ovviamente è lasciato al caso. Meno che mai le cifre dei compensi. Per la prima fase _ quella dell'estate 1999 _ Meli si è impegnato a versare nelle mani di Proczynski entro il sette luglio cento milioni in contanti e altri duecento via swift bancario, su un conto corrente personale dell'impresario russo domiciliato in una banca di Monaco, la Societé generale. L'accordo prevede per il giorno successivo il pagamento di 150 milioni in marchi tedeschi _ anche questo in contanti _ e ventiquattr'ore più tardi il saldo, con assegni in euro, instestati a Starsound-Proszynski. Fin qui tutto normale: a parte il pagamento in contanti, le rate vengono stabilite in contemporanea alle date dei concerti. Il discorso cambia quando si arriva alla seconda fase, come viene indicata nella scrittura. Qui i pagamenti partono dal sei gennaio del 2000, il giorno dell'Epifania: si parte con 360 milioni per via bancaria, si procede con altri 140 milioni entro il 31 marzo. Ancora 100 milioni via swift entro il 31 maggio e infine _ il 21 giugno _ 250 milioni di lire in contanti. In tutto, se l'accordo è stato rispettato sino in fondo, Meli ha versato mezzo miliardo di lire nelle mani dell'impresario russo oppure di alcune persone indicate nel contratto come possibili delegati alle operazioni finanziarie: Federica Brunella Brunelli, Paolo Belluso, Ilaria Scaffardi e Giuseppe Fierro. Il resto del contratto indica condizioni e limiti, la disciplina sui diritti acquisiti, l'uso delle immagini e altro. Ma non prevede penali di alcun tipo in caso d'inadempienza da parte della Starsound. Al contrario la Fondazione avrebbe dovuto pagare comunque il dovuto a Proczynski, se per eventi di forza maggiore uno o più concerti fossero saltati. Cosa che è puntualmente avvenuta, per via di un'imprevista pioggia estiva. Un'ultima annotazione riguarda i termini generali dell'accordo: la Fondazione ha acquistato per due miliardi e 100 milioni il 50 per cento della produzione, nelle due versioni andate in scena l'anno scorso e quest'anno. Quando però si ipotizza l'affitto o il noleggio dell'allestimento scenico degli spettacoli, al teatro cagliaritano va solo un terzo dei diritti. Così come l'esclusiva sullo spettacolo: quella resta saldamente nelle mani di Proczynski, alla Fondazione vengono riconosciuti soltanto i diritti. Domanda: è stata questa la sola operazione con pagamento cash e anticipato? Oppure è questa la prassi? Che la Fondazione lavori ormai quasi esclusivamente come `cliente' di agenzie è ormai risaputo: gli spettacoli vengono acquistati in pacchetto e questo spiega il perchè della frequenza con cui arrivano in Sardegna Maazel, Metha e compagnie come la Fura. Gli altri `fornitori' frequenti di Meli sono Prima International, l'agenzia dell'ex moglie di Pavarotti, e la Mario Dradi. Vista con occhio realistico, l'offerta del Teatro lirico cagliaritano non è così creativa come appare: a suggerire con sapienza i cartelloni al sovrintendente sono le agenzie e il solito Valentin Proczynski.

Mauro Lissia