giovedì 18.03.2010 ore 07.29

ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

«Le colpe della Regione» Documento di Rifondazione sul caso Is Arenas

ORISTANO. Dopo tanti "si", adesso arriva un'altra voce di dissenso ai piani della società Is Arenas. Anche Rifondazione comunista è perplessa sul progetto di insediamento turistico. Con un documento, infatti, il segretario provinciale Francesco Carta risolleva il problema della `Via', la valutazione di impatto ambientale richiesta dall'Unione europea, prima di acconsentire al varo del piano. Carta sostiene che senza uno studio che accerti gli effetti prodotti su quel tratto di costa dalla realizzazione dell'albergo, osteggiato dai Verdi, si rischi di compromettere una grande risorsa ambientale. Che sono poi le dune della spiaggia di Narbolia. Scrive infatti Carta: «La pineta di Is Arenas è nata come tentativo, ben riuscito, di bloccare il movimento delle dune. Questa zona rappresenta una delle aree costiere più significative della Sardegna ed è parte del patrimonio culturale dell'Isola. Assicura importanti funzioni protettive contro l'erosione eolica delle sabbie, indispensabili anche per funzioni ricreative e turistiche». Ed aggiunge: «La pineta va protetta, non solo come bene interessante dal punto di vista estetico, ma come ecosistema funzionale e dinamico per garantirne la biodiversità e specificità». Perciò, secondo il segretario di Rifondazione: «la realizzazione di un insediamento residenziale-turistico in quel sito non può prescindere da questo». E attribuisce le responsabilità alla Regione: «che non ha ancora istituito l'ufficio per la Valutazione di impatto ambientale. Valutazione prevista dalle normative _ spiega _ indispensabile per un progetto di tali dimensioni. Ci stupisce semmai _ sottolinea _ come si sia potuto approvare un accordo di programma tra Comune, Regione e società Is Arenas senza aver effettuato uno studio di impatto ambientale di parte pubblica». E aggiunge: «Altra cosa è lo studio di impatto ambientale allegato al progetto della società Is Arenas, tendente a dimostrare le validità dello stesso progetto». Quindi affronta i problemi, ma soprattutto le conseguenze, anche in altre parti, che si potrebbero verificare realizzando la struttura, stante la situazione attuale. «Permettere la realizzazione di oltre 240.000 metri cubi di cemento in un sito di rilevante interesse ambientale, unico in Europa, senza una tale valutazione di parte pubblica, sarebbe un grave errore e potrebbe incoraggiare altre scelte di "liberismo selvaggio"». E prende le distanze dalle altre forze politiche e sociali che si sono schierate a favore del progetto. «Non ci uniamo alla campagna demagogica pro Is Arenas, per una scelta di democrazia e trasparenza su scelte che hanno un interesse collettivo». «Viene attribuita una eccessiva rilevanza a improbabili cadute occupazionali _ prosegue Carta _, taluni addirittura parlano (demagogicamente) di occasioni di sviluppo per l'intera provincia». E ritornando alla notifica, tramite i carabinieri del Noe, della diffida del ministro Ronchi al presidente Floris, afferma: «non si deve nascondere la questione centrale: salvaguardare l'autonomia regionale vuol dire innanzitutto salvaguardare il territorio come bene comune dei sardi». Poi risolleva la questione mai risolta, del riuscire a coniugare lo sviluppo economico, turistico, con la tutela delle risorse ambientali. «Una attenta programmazione deve verificare il punto di utilizzo della risorsa natura, senza degrado della qualità ambientale». Ed aggiunge: «Critichiamo le posizioni demagogiche pro Is Arenas e i progetti turistici di "cattedrali nel deserto", che non hanno mai portato grande fortuna ai sardi». Alla fine però è possibilista: «Ciò non esclude che la società Is Arenas possa realizzare un progetto, apportando modifiche in seguito alla valutazione di impatto ambientale». «Non possiamo accettare il ricatto occupazionale nei confronti dei lavoratori della Is Arenas, ai quali esprimiamo la nostra solidarietà per la difesa del posto di lavoro. Ma esprimiamo solidarietà anche al sindaco e all'amministrazione comunale di Narbolia che difendono gli interessi di tutta la popolazione, nel rispetto delle leggi. Alle quali, nessuno può sottrarsi».

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