L'INTERVENTO Cgil, Cisl e Uil: «Una piazza dedicata a Giorgio Carta»


La scomparsa dell'ingegner Giorgio Carta ha destato, in noi tutti, tanta sincera commozione e tristezza. La sua figura umana, schiva, quasi distaccata di uomo ideatore e portatore di grandi intuizioni industriali, di idee e popositi avanzati, ha segnato in modo indelebile un significativo pezzo di storia del secolo appena trascorso nel Sulcis e in Sardegna. Questa semplice commemorazione, che si è svolta l'altro ieri a Nuraxi Figus, vuole essere soprattutto il rispettoso omaggio da parte dei lavoratori, da parte dei minatori, così come da parte di tutti i lavoratori del nostro territorio che si riconoscono nella figura dell'ingegner Giorgio Carta, uno dei simboli più prestigiosi e più qualificati che hanno concorso a sostenere fattivamente la battaglia per l'emancipazione del Sulcis e del popolo sardo: la sua convinta idea di valorizzare, in termini energentici, il bacino carbonifero del Sulcis e intorno a ciò lo sviluppo della metallurgia dei non ferrosi, hanno costituito i tratti più significativi di grande studioso, di un autorevole dirigente aziendale e di un instancabile lavoratore. Nel lontano 1977 avvenne quel nostro primo vero incontro nei locali dell'Enel di Seruci. Erano presenti: il prof. Paolo Piga, l'ing. Elia Orrù, Il sig. Carlo Manca, Cesare Zonchello, Gastone Marmotti, Francesco Vinelli, e i responsabli sindacali Enel, della Fidae-Flaei-Uilsp Dante Ennas, Francesco Nevisco e Antonio Deiana. Volle incontrarci come delegati sindacali per illustrarci e coinvolgerci nei suoi progetti, quali notizie preoccupanti giungevano da Roma e da Cagliari sui problemi Egam, dell'Ente minerario sardo e quali travagli affligevano le miniere di Seruci e Nuraxi Figus. Ci descrisse, secondo le sue valutazioni tecniche, le problematiche geologiche del giacimento di oltre un miliardo di tonnellate della nostra lignite picea, quale possibile evoluzione avrebbe avuto la futura miniera, il progressivo assetto dinamico delle coltivazioni, la sovrapposizione dei tagli, le faglie, le frane, il rischio dell'autocombustione, la movimentazione interna ed estrena del carbone, il prosciugamento dei pozzo di Nuraxi Figus. Ricordo ancora oggi con quale semplicità e praticità intendeva indicarci le prospettive e con quanto rispetti i dirigenti dell'Enel lo assecondavano. Ci chiese di stare attenti, di capire bene quanto ci descriva, perchè, disse, i lavoratori devono essere coscienti e devono sapere dal sindacato quanto dovrà avvenire. Ci chiese grande impegno affinchè garantissimo la massima collaborazione da parte dei giovani minatori perchè l' ultima esperienza Enel di quel periodo gli risultava negativa e lo angosciava. Era innervosto dal lassismo in galleria e contestò le strategie dell'Enel che privilegiava i prodotti petroliferi a discapito del carbone ed imprecò più volte nel registrare che gran parte dei giovani assunti dall'Enel fossero stati trasferiti nel settore elettrico e se le miniere potevano risorgere molto sarebbe dipeso da chi credeva nel carbone, tanto almeno quanto lo avevano garantito gli anziani minatori ex Carbosarda che lui aveva diretto. Ci raccontò come venne affrontata e quanto fu sofferta la decisione di chiudere la miniera di Serbariu, dell'accesa disputa tra Sant'Antioco e Portovesme sulla localizzazione dell'area industriale per le conseguente nascita alternativa del polo metallurgico, e quante complessità nascevano sulla gestione delle centrali termoelettriche, sempre più utilizzatrici di olii combustibli. Ci racconto degli incontri del Governo Romano con la regione, con i politici della zona e di come fu respinta la nascita a Portovesme della raffineria che successivamente nacque a Sarroch. Per quanto ho riferito e quanto avrei ancora da raccontare su questo insigne studioso, Cgil Cisl e Uil propongono che Carbonia, Gonnesa e Portoscuso dedichino all'ingegner Giorgio Carta una piazza, una via, e che la direzione Carbosulcis intitoli alla Sua memoria una stuttura mineraria al fine di rinnovare nel tempo il giusto rilievo tecnico, storico e culturale di figura emblematica per il Sulcis Iglesiente. Sergio Usai Cgil, Cisl e Uil del Sulcis Iglesiente