«Una vittoria che premia il gruppo» Monica Placchi racconta il trionfo della Torres femminile


SASSARI. La missione scudetto è stata felicemente portata a termine. La Torres è campione d'Italia del calcio femminile e trascorsi i primi momenti di euforia se ne può parlare in modo più pacato e approfondito. E quale migliore interlocutrice di Monica Placchi, capitano della squadra, per ricordare questa indimenticabile stagione. «Finalmente possiamo rilassarci aspettando la finale di Coppa Italia», dice con la calma dettata dall'esperienza (che contrasta con la sfrenata vivacità delle compagne più giovani) il jolly rossoblù, 32 anni, colonna portante della squadra in virtù della sua duttilità tattica. In difesa, dove ha giocato con più frequenza dopo l'addio di Rossella Soriga dalla quale ha rilevato oltre la posizione in campo anche la fascia di capitano, ma anche a centrocampo e perfino in attacco (5 reti al suo attivo), Placchi non ha "bucato" una partita, risultando tra le più continue. Ma questo è lo scudetto del gruppo e tiene a precisarlo. «E' il successo di tutta la squadra, ogni reparto ha funzionato bene e infatti abbiamo il migliore attacco ma anche la migliore difesa. Il segreto? Restare sempre unite, per superare i momenti di difficoltà che in verità sono stati pochi e dovuti principalmente a qualche infortunio. Nessun avversario ci ha messo in crisi, abbiamo dimostrato carattere su ogni campo e quando il gioco non ha girato abbiamo rimediato con la grinta. Soprattutto all'inizio, quando stavamo assimilando le idee del nuovo mister». Anche nelle annate più belle c'è sempre un momento buio e stavolta è facile individuarlo. «La sconfitta di Milano. Quel recupero così importante in realtà non l'abbiamo mai giocato. Non c'eravamo proprio con la testa e non siamo riuscite a capire perché. E' il nostro unico cruccio. Mentre la sconfitta di Agliana alla quarta giornata era stata fortuita, immeritata, sul campo milanista ci siamo arrese senza lottare». Tra tanti momenti belli invece ne spicca uno, il più recente. «Ad Ascoli abbiamo capito che ormai era fatta dopo aver vinto una partita difficile, per il caldo e per la determinazione delle avversarie. Sapevamo che questo terz'ultimo turno poteva essere decisivo e così è stato, ma la notizia che ormai lo scudetto era nostro davvero ci ha colto di sorpresa comunque». Nel ricordo delle ragazze rossoblù resterà indelebile anche il trionfale ritorno a casa, ufficialmente campionesse. «L'incredibile accoglienza ricevuta all'aeroporto ci ha commosso, non ce l'aspettavamo», dice Monica Placchi che ha anche ricevuto l'omaggio floreale e il bacio di un suo grande tifoso. «Adesso però vogliamo festeggiare con tutto il nostro pubblico sabato prossimo all'Acquedotto nella partita contro il Verona». Nei cori dell'improvvisata festa sotto la luna andata in scena sabato notte nel giardino di "Sa Mandra" uno è risuonato più forte degli altri: "Monica resta con noi". Il capitano della Torres infatti medita da tempo l'addio al calcio, determinato dal desiderio di un bebé e non solo. «Ho sempre pensato che per un atleta sia giusto lasciare nel momento di gloria e con uno scudetto e magari anche la Coppa Italia la mia sarebbe un'uscita alla grande. Ma il fascino della Coppa dei Campioni è un invito a continuare. Porteremo in Europa Sassari e la Sardegna, una responsabilità e un motivo di orgoglio che potrebbero farmi cambiare idea». Sandra Usai