La casa automobilistica torinese ha affidato lo studio al Centro tecnologico che opera in Sardegna da anni Al Crs4 il progetto del «motore pulito» della Fiat


CAGLIARI. Prezzi della benzina alle stelle? Centri delle città chiusi al traffico per il troppo smog? Tra qualche anno potrebbero essere solo un ricordo. Già, perchè pare che il caro vecchio motore a scoppio stia per lasciare il passo al nuovo sistema delle «celle a combustibile», molto meno inquinanti e assolutamente silenziose. Una rivoluzione che in Italia vedrà protagonista, neanche a dirlo, la Fiat ma anche il Crs4. Al centro di ricerca istituito dalla Regione la casa torinese ha affidato il compito di effettuare gli studi sul progetto che verrà a breve integrato dal programma nazionale «Corivamia» (200 miliardi di finanziamento per tre anni) nel quale verranno coinvolti anche l'Enea, l'Eni, l'Agip e la «nostra» Saras. A Vancouver e Chicago, già da un anno circolano autobus alimentari nientemeno che a idrogeno, mentre General Motors, Ford e Daimler-Crysler, sono già dotate di prototipi che non inquinano e capaci di raggiungere i 145 km orari con un'autonomia di cerca 400 km (è il caso della «Necar» 4 della Dimler-Crysler, gruppo Mercedes), per annunciare la commercializzare delle prime auto entro il 2004. Anche la Fiat sta allestendo il suo bel prototipo: «La casa torinese _ spiega Bruno D'Aguanno, responsabile del progetto al Crs4 _ ci ha affidato il compito di effetturae tutte le simulazioni sulle celle a combustibile: temperature, flussi, materiali, questa informazione ci consentirano di sviluppare dei modelli di previsione sulle prestazioni delel future automobili». Le «celle» non sono una novità assoluta: era addirittura il 1839 quando l'inglese William Grove ne creò una per la prima volta. Ora hanno però raggiunto un livello di evoluzione tale da poter essere utilizzate efficacemente: «Il principio è quello delle comuni batterie elettriche _ continua D'Aguanno _ con tanto di anodo, catodo ed elettroliti. Ma se nelle pile la trasformazione da energia chimica in energia elettrica avviene grazie a sostanze che sono già presenti al loro interno e che si esauriscono in breve tempo, nelle celle a combustibile queste sostanze vengono fornite dall'esterno: può trattarsi di idrogeno, metanolo o anche di benzine opportanatamente trattate». Nel primo caso la reazione chimica all'interno della cella produrrebbe come «scarico» nient'altro che vapore acqueo». Carlo Maciocco