L'avversario. Nuovo tecnico al posto di Nobili Conca (ex Carbonia) dà la carica agli emiliani


FIORENZUOLA D'ARDA. Da un mese sulla panchina del Fiorenzuola c'è Bruno Conca, il centrocampista ex Carbonia ormai 36enne. Dopo l'esonero di Bruno Nobili, l'ex bandiera del Pescara, ha affiancato Alessandro Bozzi, 57 anni, che ha il patentino. Conca, vogliamo ricordare, prima di tutto, i suoi trascorsi in Sardegna? «Sì, con piacere. Ho giocato 4 anni, nel Carbonia, con Checco Fele, iniziando con lui. E poi mia moglie, Gabriella, 35 anni, è di Carbonia. Abbiamo una bambina, Patrizia, di 6 anni. Loro passano tre mesi, ogni anno, sull'isola, dai parenti di mia moglie e anch'io ci vado per qualche settimana. La Sardegna, insomma, per me è il presente, oltrechè il passato». Pertanto, sicuramente, sentirà in particolare la gara di domenica. «Come tutti, del resto. Perchè incontriamo una squadra forte, seconda in classifica, provenendo da un momento non buono, al di là della vittoria esterna della scorsa domenica. Questa gara è importantissima, per la classifica». Della sua gestione, sarà questa la quarta partita. «All'esordio, a Fiorenzuola, abbiamo pareggiato 0-0 col Teramo. Poi perso 1-0 a Mestre e vinto a Carpi 2-0. Abbiamo sei squadre sotto di noi, possiamo evitare i playout». Com'è la situazione sanitaria? «Abbiamo qualche problema col centrocampista Caminati, che ha un ginocchio in disordine, mentre il difensore Gorrini ha una caviglia dolorante. Siamo contati, speriamo che non si faccia male nessuno». Lei non gioca più? «Sto smaltendo un problema a un polpaccio. Mi sono fatto male a Trieste, all'andata, poi ho giocato solo altre 4-5 partite, accusando una ricaduta». Questa, comunque, è la sua ultima stagione, da calciatore? «Ci devo ancora pensare. Vediamo se recupero al 100%». Quante chances di salvezza diretta si dà? «Sicuramente dovremo lottare sino alla fine. Siamo tantissime, in pochi punti, c'è da soffrire». Domenica vi accontentate di un punto? «Speriamo di fare una buona partita, poi si vedrà. La Torres è in salute, ci ha fatto buona impressione, all'andata, battendoci 2-0». Considerato il suo legame con l'isola, lei spera che i sassaresi salgano di categoria? «Anche se non sono sardo, sì. Penso che Torres, Rimini e Triestina si equivalgano. Anche lì sarà una lotta aperta, sino all'ultima giornata. Di recente le altre due squadre mi hanno fatto grandissima impressione. Sono certamente alla portata dei rossoblù. E tre punti, al Rimini, sono recuperabili». Lei teme qualcuno, in particolare? «Tutta la squadra. Perchè gioca bene, ha un buon centrocampo, attaccanti forti e una discreta difesa. Quando si fanno 54 punti e si è secondi in classifica, non può essere un caso». A Fiorenzuola che aria si respira? «Onestamente, abbiamo pochissimi tifosi, non c'è grandissimo entusiasmo. Peraltro, anche la piazza crede nella salvezza diretta. E ci lascia lavorare tranquilli». Silvia Gilioli