IMPRENDITORIA Scarpette sarde marchio Fifa


CAGLIARI. Assist e gol firmati per il Chelsea da Gianfranco Zola? Magie sarde: da testa a piedi. Zola indossa scarpini A-Line, gli stessi siglati e usati da Fabian O'Neill. Ma quel che più conta, disegnati, prodotti e distribuiti da Andrea Picciau. Trentenne, cagliaritano, rappresentante della Biemme, una decina di stagioni da mezzala tra Eccellenza e C2, di questi tempi Picciau gioca la gara della vita. Una partita quasi impossibile se si pensa che gli avversari sono Adidas e Nike, Reebock e Lotto. Da brivido. Ma Andrea Picciau è fiducioso e la sua, è una storia che vale la pena raccontare. La A-Line (abbigliamento sportivo, scarpe da calcio, calcetto e tempo libero) nasce in uno spartano laboratorio sulla statale 554. Pennarello rosso, «perché porta bene», Andrea Picciau inventa le collezioni con l'entusiasmo del novizio e la grinta del veterano. Dalle stringhe ai tacchetti passando per la tomaia in capretto, il giovane imprenditore firma robuste quanto morbide calzature, prima collaudate da O'Neill poi assemblate da due anziani artigiani veneti. La fiaba si apre nel 1996. Andrea Picciau vola col Cus Cagliari a Punta de l'Este in Uruguay, e prende parte ad un torneo universitario internazionale. La squadra conquista la finale e a tifare rossoblù ci sono anche Paco Casal e il suo braccio destro Delgado, Pato Aguilera e anche Oscar Tabarez. I brasiliani vincono la «bella» ma Picciau mette a segno il colpo che conta: Delgado chiede e ottiene i recapiti dell'uomo Biemme in Sardegna. Di lì a poco, la nazionale uruguayana juniores ai mondiali in Nuova Zelanda, indossa le prime scarpette A-Line. Da qui l'amicizia tra l'oramai ex mezzala di Valdagno, Selargius e Atletico con Fabian O'Neill. Il centrocampista del Cagliari sposa la nuova calzatura. In cambio chiede 100 paia di scarpette: un dono per i ragazzini di uno dei quartieri più poveri di Montevideo. Dopo O'Neill è la volta di Gianluca Festa che prova e promuove la nuova serie di scarpini nel resto d'Europa. Ziege, Pojet, Otero, Fresi, Branca, Rivas e nel Cagliari Lopez, Mayele, Melis, Abejion e Ulivieri, indossano A-Line. Ma non è tutto. Nella Premier league Wright e Gascogne non mollano le scarpette made in Sardinia. E anche la nazionale dei Caraibi le userà per le qualificazioni ai mondiali. In Brasile le scarpette di Andrea Picciau le calza il Sao Bento. Insomma, più o meno la svolta. «Non mi illudo e tengo i piedi per terra. Conquistare spazio nel mercato degli articoli sportivi è molto difficile. La ricetta? Le grandi case lavorano le scarpe in Oriente con materiali di sintesi. Noi usiamo i pellami e studiamo i dettagli con molta cura». Tra l'altro, la A-Line è la prima azienda sarda ad esporre nel tempio del business sportivo. E la Fifa se ne è accorta: il pallone autografato da O'Neill è tra i trenta al mondo che vantano la registrazione ufficiale. Mario Frongia