Intrighi d'Italia: Lady Golpe condannata a 3 anni per calunnia


FIRENZE. Tre anni di reclusione per Donatella Di Rosa (foto), detta «Lady Golpe», nel processo svoltosi in tribunale a Firenze. La Di Rosa era imputata per truffa e tentata estorsione nei confronti del generale Franco Monticone e calunnia e autocalunnia con finalità eversive per il caso di Gianni Nardi, il terrorista nero morto in Spagna nel 1976 e che la donna aveva detto essere ancora in vita. E stata ritenuta colpevole per i reati di calunnia e autocalunnia. Il pm aveva chiesto la condanna a quattro anni e sei mesi. Con la sentenza si chiude, per ora, un caso esploso nell'ottobre 1993, quando la Di Rosa e il marito, il tenente colonnello Aldo Michittu, avevano reso pubbliche le rivelazioni che da mesi stavano facendo ai magistrati fiorentini su un intrigo di traffici di armi e progetti golpistici che avrebbero avuto per protagonisti il generale Franco Monticone, il latitante tedesco Friedrich Schaudinn e l'estremista di destra Gianni Nardi, morto in Spagna nel 1976. Le rivelazioni si erano allargate ai vertici dell'Esercito e avevano portato alle dimissioni polemiche del capo di stato maggiore, il generale Goffredo Canino. Nell'ottobre del 1993 venne riesumato in Spagna il corpo di Nardi e ne fu confermata l'identità. Il 28 ottobre Di Rosa e Michittu furono arrestati con l'accusa di autocalunnia con finalità eversive. I coniugi tornarono liberi una ventina di giorni più tardi. Con il passare del tempo le loro rivelazioni persero di peso.