E' DI RIFONDAZIONE Calabria, in manette il sindaco antimafia


VIBO VALENTIA. Probabilmente non sapeva di essere nel mirino dell'Arma Luciano Scaturchio, 39 anni, esponente di Rifondazione Comunista e sindaco di Dasà (Vibo Valentia) arrestato ieri mattina dai carabinieri nell'ambito dell'operazione «Tuono», quando nell'agosto scorso, tuonando contro la mafia, chiese l'istituzione di una caserma dei carabinieri nel suo paese. Scaturchio, che gli inquirenti indicano come il «capo carismatico» dell'organizzazione sgominata ieri, esordì come sindaco _ ricordano in paese _ facendo professione di antimafia. Eletto con investitura plebiscitaria nel giugno '99 (con 626 voti contro i 287 dell'avversario, il 70% dei suffragi) a capo della lista civica «Insieme per Dasà» composta da un arco di forze che si estende dalla destra alla sinistra, il 20 agosto successivo Scaturchio convocò il consiglio. Un solo punto all'ordine del giorno: «Protesta per il vile attentato al consigliere comunale Guglielmo Condino» che fu vittima di un atto intimidatorio contro il suo negozio di giocattoli verso il quale furono esplosi colpi di pistola. Scaturchio _ ricordano i concittadini _ non lesinò impegni contro la criminalità e proposte, come la richiesta che fosse istituita una stazione dell'Arma nel piccolo centro del vibonese. Militante dell'esterma sinistra in gioventù, anni fa Scaturchio aveva preso la tessa del Prc, fino all'elezione. «Lo stato siamo noi» amava dire,òognuno di noi, pertanto _ aveva spiegato _ è chiamato a dare il proprio contributo a tutti i livelli. Noi amministratori _ diceva _ per primi. E gli altri, a cominciare dalla scuola, non si devono tirare indietro. Bisogna educare alla legalità». I suoi compagni di partito adesso dicono: «E' un furbetto e basta» e Rifondazione riconferma la «piena fiducia nella magistratura». Per il sindaco antimafia, comunque, le accuse sono pesanti: associazione per deliquere, estorsione e traffico di stupefacenti.