ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

di Guido Melis


Alla mezzanotte e un minuto del primogennaio 2000 il Millennium bug attacc?la Sardegna. Di colpo tutti i computer siallinearono al 1 gennaio 1900. Scomparverodalle carte geografiche gli aeroporti di Elmas,Alghero e Olbia, i traghetti presero a viaggiarecon ritardi di intere giornate, la Sardegnarimase isolata dal continente ad ogni folata dimaestrale. Il banditismo scorazzava impunitonel Nuorese: rapine, sequestri di persona, am-mazzamenti in tutti i paesi,faide. Le cronache dei giornalisardi parlarono in quei giornidei rigori di un inverno eccezionalee lamentarono l'incuriadelle classi dirigentinel prevenire gli straripamentidevastanti dei pochi corsid'acqua di un'isola che d'invernoera travolta dall'acquae d'estate era afflitta dallasiccit? e dagli incendi. Scomparvero all'improvvisoanche la Regione e tuttala burocrazia di viale Trieste,a Cagliari. Niente pi? autonomiae autonomismo. Al postodi Mario Floris apparve la figuracanuta dell'onorevoleFrancesco Cocco Ortu senior,futuro ministro nei governiGiolitti. Invece di RenatoCugini si materializz? aSassari Filippo Garavetti.Mauro Pili spar? e basta (nontutto il male viene per nuocere).Gli abitanti dell'isola lamentavanoche la questionesarda fosse sempre pi? grave,esibivano le statistichedella disoccupazione, chiedevanoleggi speciali per vincerel'insularit?, vero handicap_ dicevano _ per l'economialocale. I politici romanipromettevano di vararle manon lo facevano mai. Qualche ultr? sardista antelitteram grid? "a mare icontinentali". A Sassari si piangeva sull'egemoniadi Cagliari. Ledue principali citt? sarde erafra loro sempre pi? lontane.La ferrovia che attraversavaper lungo la Sardegna eralenta, asfittica e percorsa datrenini da Far West. La CarloFelice un tortuoso percorsopieno di rischi per chi si azzardavaa percorrerla (in diligenza,naturalmente). L'immagine della Sardegnaera fatta di un mix tra selvaggeriae colore locale. Piacevanoagli stranieri il ballotondo, il porcetto arrosto e ilsardo rude e primitivo. Industriequasi niente. pastorizianomade, dappertutto. Le universit?sarde in crisi perenne,con professori continentalia part-time che le utilizzavanocome gradini per le lorocarriere personali negliatenei maggiori. Soldi pochi.I giovani allo sbando: molticostretti ad emigrare altroveper farsi un nome o anchesemplicemente per trovarelavoro. I paesi dell'internoisolati. La ricchezza tutta inmano ai soliti pochi. La classedirigente locale minoritariae incapace di progettarelo sviluppo. Gli intellettualiinerti, per lo pi? distratti dainutili dibattiti sul sardo comelingua nazionale. La politicapovera di idee. La gentecomune rassegnata. Il mondodi fuori sempre pi? lontanoe irraggiungibile: di l? dalmare la ?belle ?poque?, leprime industrie al Nord, ilboom delle citt? continentali,i nuovi livelli di vita dell'et?giolittiana; qui da noi la sensazionespiacevole di esseretagliati fuori, inesorabilmentemessi ai margini del progressoin cammino. Effetti paradossali del Millenniumbug. Il guaio fu chein Sardegna, di quel primogennaio 2000, di quel salto indietronella storia, nessuno_ dico nessuno _ se ne accorse.Guido Melis