Stupro di gruppo Due ragazze sequestrate e violentate


In una casa alla periferia di Napoli NAPOLI. Volti tumefatti, stato di choc emotivo e vestiti lacerati, le due ragazze di 27 e 30 anni violentate per una intera notte da tre balordi, a Caivano, alla periferia di Napoli, sono apparse così agli occhi degli agenti di polizia che le hanno salvate domenica mattina. Le indagini erano cominciate sabato sera, quando la madre delle due ragazze ha denunciato in commissariato la loro scomparsa. Alla donna era infatti giunta una telefonata, in piena notte, nella quale si chiedeva una generica somma di denaro facendo intendere che le sue figlie erano state sequestrate. Le due ragazze erano andate, assieme al fidanzato di una delle due, in un appartamento del Parco Verde di Caivano, per partecipare a loro insaputa ad una festa che aveva come obbiettivo prestazioni sessuali di gruppo. Le ragazze hanno raccontato di essere state ubriacate con una miscela di alcool e cenere di sigarette. Il fidanzato di una delle due avrebbe tentato invano di portarle via, ma gli sarebbe stato impedito, consentendogli soltanto di lasciare, da solo, l'appartamento. Avuto campo libero i tre malviventi avrebbero chiuso a chiave la porta dell'appartamento e avrebbero preteso e ottenuto con la violenza ripetuti rapporti sessuali dalle due ragazze. I tre dopo aver abusato delle vittime avrebbero anche telefonato alla madre delle ragazze per chiedere una somma di denaro. Al momento dell'irruzione nell'appartamento i poliziotti hanno trovato una ragazza con il volto tumefatto e l'altra, in stato confusionale, ancora sdraiata su un letto con uno dei malviventi. Gli agenti hanno così arrestato Antonio e Salvatore Viperino, di 28 e 31 anni, di Caivano, e Gennaro Izzo, di 37 di Afragola. Per tutti l'accusa è sequestro di persona e violenza carnale in concorso tra loro. L'appartamento dello stupro di gruppo è stato individuato dagli investigatori interrogando il fidanzato che l'ha indicato dopo un primo momento di reticenza. Le due donne sono state accompagnate all'ospedale di Frattamaggiore dove sono state medicate. Ai malviventi sono stati sequestrati due telefonini utilizzati per le chiamate estorsive fatte alla madre delle ragazze. I tre sono stati chiusi nel carcere di Poggioreale a Napoli.