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?Dolce inCanto?, nuova produzione del Crogiuolo in prima a Sassari Dando voce alla passione Mario Faticoni protagonista di un testo creato per lui


SASSARI. ?Ogni uomo uccidele cose che ama? cita GisellaVacca, ideatrice e registadi ?Dolce inCanto?, la nuovaproduzione del Crogiuolo che? andata in scena in prima nazionalemercoled? allo SpazioS'Arza e ieri al Civico a Sassari.L'allestimento del gruppocagliaritano gioca con la poesiae con il canto, alla ricercadi descrizioni introvabili perle tante sfumature dell'amore,ma afferrabili nella potenzaevocatrice del linguaggiomelodrammatico. Il Centro diIntervento Teatrale di MarioFaticoni ha fatto una sceltacoraggiosa nell'esordire davantial pubblico originaledello Spazio S'Arza. La nicchiaraccolta, che ospita l'avanguardiateatrale a Sassari,animata da Romano Foddaie Paola Dess?, rappresentaun unicum nel panoramacittadino. E' un pubblico giovane,che ha risposto con discretoentusiasmo alla campagnaabbonamenti della rassegnadi S'Arza, un uditorio disincantatoma attento nel coglierel'innovazione acutache necessita per la valorizzazionedell'usuale. Cos?, difronte a spettatori che probabilmenteben poco condividonocon l'esternazione deliranteed appassionata della drammatizzazioneoperistica, ilCrogiuolo ha raccolto applausiscroscianti e richiami inscena, grazie alla costruzionepressoch? perfetta di unospettacolo che mantiene lasua caratterizzazione pur selascia al pubblico la possibilit?di diventarne partecipemediante l'utilizzo di percorsidi senso autonomi. ?Dolce inCanto? diventa soprattuttoopera per Faticoni edi Faticoni. L'attore giganteggiasulla scena, e nei 50 minutidi spettacolo (che bello unallestimento teatrale che nonha paura della sintesi) capitaspesso di essere rapiti dallasua recitazione mimica pi?che da quella vocale. Eppurel'opera di Gisella Vacca ? tuttamodulata sul suono, quellodella voce del tenore, quellodelle note del pianoforte, quellodegli echi di sottofondo.Mentre il protagonista incontranella stanza buia i fantasmidelle sue donne, che nellasua vita di continuo deliriorecitativo ha finito per nonamare davvero, Margherita,Desdemona, Tosca, le eroinedel melodramma accomunatedal destino tragico, rivivonoe muoiono uccise ancora unavolta dalla passione del loroamante. Faticoni canta, modulandola voce in tonalit?aspre e taglienti, come se dellarotondit? delle doti canorenulla potesse restare nella folliadel trapasso del confinetra teatro e opera, insegue ifantasmi delle sue donne, manichinisenza volto, dando gestie significati ad una sofferenzache traspare in manieradolorosa negli abbracci disperati,negli acuti al limitedel grido, nelle brusche cadutedelle note. Un'impresa arduaper Carla Casadei, chesuona il piano ed ? l'unicadonna vera ad apparire sullascena, non essere totalmenteoffuscata dalla presenza di Faticoni.Manovrate dall'attoreanche le membra molli e sfuggentidei manichini diventanodi carne ed ossa, come nellacitazione di MargheritaGautier, quando, su uno sfondobuio, testo e drammatizzazionefanno apparire un'interascena di campagna. Meritoanche di un'azione scenica sapientementecalibrata, tra icostumi tradizionali di MarcoNateri, le luci di Lorenzo Perrae, elemento fondamentale,le voci di sottofondo dell'autrice,Gisella Vacca, nelle sfumaturedelle quali si coglietutta la passione di chi, comedice in prima persona, ?senteil palpito di una passione antica,il Canto, che ci unisce aldi l? delle diversit??. - Cristina Nadotti

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