Cossiga: «Crisi e nuovo governo, se il premier fallisce c'è Amato»


ROMA. «Sì, D'Alema aprirà la crisi dopo la finanziaria. E' la via più trasparente per giungere all'obiettivo che si è proposto, rinnovare il governo e anche il patto parlamentare». Intervistato dal T3, Francesco Cossiga racconta cosa si sono detti lui e il premier due giorni fa a palazzo Chigi: niente elezioni anticipate in caso di fallimento del presidente del Consiglio, ma un nuovo esecutivo guidato da Giuliano Amato o dallo stesso D'Alema. Un nuovo governo nel quale «certamente» ci saranno «nuovi» ministri ed una «diversa» distribuzione dei portafogli. Il Trifoglio cossighiano marcerà insieme all'Ulivo? «Se possiamo andare assieme bene, se no andremo separati. Comunque - rivela il senatore a vita - ieri il presidente del Consiglio mi ha fatto, anche in materia di simbolo unico, interessanti proposte...». Quali siano Cossiga non lo dice. La risposta è invece pronta per Francesco Rutelli, che in una intervista ha detto chiaro e tondo che se Cossiga non dovesse accettare di far parte del nuovo Ulivo allora si dovrebbe procedere «senza di lui». «Non so se l'amico Francesco abbia l'autorità politica e morale per porre condizioni di questo genere. Per esempio noi come vicepresidente del Consiglio non lo vogliamo». Porte aperte, invece, per il numero due dei Democratici Artuto Parisi: «Se viene eletto deputato può fare bene il vicepremier». Cossiga conferma di non essere disponibile ad entrare in un nuovo Ulivo. La maggioranza di un prossimo governo potrà partire da un patto con il Trifoglio. Ma in quale posizione si collocherà il movimento cossighiano? «Dipenderà dal grado di accordo che riusciremo a stipulare. Potremmo sostenere il governo da dentro ma potremmo anche appoggiarlo senza farne parte». In questi giorni è nata l'Upr (Unione per la Repubblica) a cui dovrebbe aderire oltre ai cossighiani della prima ora anche la pattuglia uscita da Rinnovamento Italiano (Stajano, Errigo, Saraca e Lamacchia) Indispettito dal colloquio Cossiga-D'Alema, Clemente Mastella ha detto ieri che non intende andare avanti comunque: «Se non c'è il chiarimento, per quanto ci riguarda, usciremo dal governo». Per il leader dell'Udeur il «time-limit» è gennaio. D'Alema corre davvero il rischio di non farcela? Con una intervista a La Stampa, Rutelli fa capire che se il premier non sarà in grado di cambiare linea, non avrà futuro: «Lui è il primo a sapere che o dà un colpo d'ala oppure, all'indomani della finanziaria, il rischio di cadere è quasi certo. La svolta è indispensabile». A Mastella, che minaccia di uscire dal governo, risponde con inusuale ottimismo Cossutta: «Sono convinto che il chiarimento ci sarà».

Gabriele Rizzardi