Colpo grosso per Piripicchio Il sassarese Giampaolo Satta vince 270 milioni a «Sarabanda»


ROMA. Dopo 18 puntate da campione Giampaolo Satta ieri sera ha finalmente avuto anche un premio in denaro. Lo studente sassarese dominatore della scena del gioco musicale «Sarabanda», che va in onda ogni sera alle 20 su Italia 1, nella puntata di giovedì ha superato il muro delle sette canzoni da indovinare in soli 30 secondi, e si è aggiudicato quindi il montepremi di 270 milioni. Il finale è stato da thrilling: Giampaolo Satta con soli 13'' aveva già indovinato Bocca di Rosa di De Andrè, Bisogna saper perdere dei Rocks, Penso Positivo di Jovanotti, Ruby Thursday dei Rolling Stones e Pensiero D'amore di Mal. Poi la suspence: «Piripicchio», come l'ha soprannominato Papi, ha passato il penultimo motivo, davvero poco noto, ha indovinato subito l'ultimo, Poster, di Baglioni, e poi, nei 13 secondi che gli restavano, ha provato ad indovinare il titolo di un motivo che aveva riconosciuto ma che pensava di non indicare con precisione. Alla fine, bianco come un cencio, ha mormorato: «Se ti vedesse mamma», una canzone di Biagio Antonacci, e poi ha rischiato di svenire. Lo studio, come accade sempre in queste occasioni, si è mobilitato per festeggiare il campione, che, fedele alla sua immagine di personaggio schivo, è rimasto ammutolito. «Non capivo più niente _racconta Satta _ ho solo pensato che ero sfinito. Una volta finita la registrazione però ho apprezzato una volta di più il sostegno della gente che lavora nello studio». Mentre il conduttore Enrico Papi, fedele al suo ruolo di star, lasciava la scena, infatti, Satta racconta che i ragazzi dell'orchestra hanno continuato a festeggiare a lungo: «E' stato il momento più bello _ commenta il campione _ perchè è vero che Papi scherza spesso sui rapporti tra me e i ragazzi del coro, ma non è per cortesia che dico che senza di loro non ce l'avrei mai fatta». Troppo presto per chiedere a Satta come finirà la favoletta da musical americano: «Sono ancora in corsa, finchè posso continuo a rincorrere il gruzzolo _ dice il sassarese _ anche perchè mi piacerebbe far saltare qualche record, come quello delle presenze in trasmissione, 41, che è del grandissimo «Coccinella» (un autentico juke-box vivente n.d.c.), Per ora mi godo anche la soddisfazione morale di rappresentare la Sardegna, visto che dalla prossima settimana mi hanno promesso che ad ogni puntata mi procureranno dei prodotti tipici sardi. Non mi dispiace fare qualcosa per promuovere la mia terra, anche se si tratta di piccole gag dal gusto folkloristico, con pochi spunti culturali. Il mio sogno è di potermi presentare con un bel porcetto arrosto guarnito con il mirto, l'importante è che non mi chiedano di vestirmi in costume. Ci hanno tentato, ma io sono fedele alla tradizione: Sassari non ha un costume suo, e io non posso appropriarmi di quelli di altri paesi». Se ti vedesse mamma...

Cristina Nadotti