Intervista con Martufello, comico del Bagaglino in questi giorni protagonista a Porto Cervo «Il mio? Successo da ridere» Carriera di un " burino" : da Sezze al Salone Margherita


PORTO CERVO. L'attrazione di Forte Cappellini, dove è in corso di svolgimento un importante torneo di bridge, è lui. Tutti pazzi per Martufello, divertente macchiettista conosciuto soprattutto per le barzellette lanciate in video dalla trasmissione in diretta dal Salone Margherita di Roma, dove si esibiscono quelli del Bagaglino. Già, il Bagaglino. Ha una parte determinante nella lunga carriera di Martufello, il burino di Sezze che trova spazio e soddisfazione nel teatro che ospitò il mitico Petrolini, il più sfottente e stralunato comico romano di tanti anni fa. Una carriera raccontata di getto, senza difficoltà. «La scuola del Bagaglino è come l'università per uno che vuole laurearsi. Io ho fatto di tutto su quel palcoscenico: comparsa, spalla, protagonista. Sempre seguendo le indicazioni di Ninni Pingitore, autore e regista di tutte le opere proposte al pubblico del teatro e a quello televisivo. Come sono arrivato al Bagaglino? Merito di un manager, Fabiani, che venne a vedermi una sera a Latina, si sbellicò dalle risate, mi segnalò a Pingitore. Io chiarii a Pingitore che pur di lavorare al Bagaglino avrei fatto anche il guardarobiere. Mi promise una chiamata al telefono del bar del mio paese. Non arrivò per lungo tempo, poi una sera il telefono squillò, io mi precipitai a Roma, senza soldi con tante speranze, moltissima umiltà. Pingitore mi lanciò come aiutante barzellettiere, dicevo una mezza battuta, però facevo ridere. Colpa, anzi merito del mio modo di parlare genuino, spontaneo, casareccio. Ho rubato i segreti del mestiere a maestri come Oreste Lionello e Pippo Franco, a una soubrette esplosiva, generosa, bravissima come Isabella Biagini, ma ho seguito anche i consigli delle maestranze, degli elettricisti, dei camerieri, di tutti coloro che avevano sicuramente più esperienza di me. Non mi sono mai arreso, ho continuato a studiare posizione, tempi teatrali, presenza, mai la dizione. Se mi fossi illuso di poter competere con Fabio Testi e altri attori famosi di quel periodo, avrei commesso una fesseria. Sono rimasto sempre Martufello, il ragazzo di paese deciso a conquistarsi un posto al sole senza tanti grilli per la testa. Sono quasi vent'anni che recito al Salone Margherita, eppure mi sembra ieri. Il ventisette di settembre ricominciamo a provare il nuovo spettacolo scritto da Mario Castellacci e Ninni Pingitore, non so esattamente il tema centrale, non conosco gli argomenti, però sono sicuro che sarà un altro successo. A gennaio torneremo in televisione su Canale 5, con Pippo Franco nel ruolo di intrattenitore e collant del contenitore ideato da Castellacci e Pingitore. Avremo una nuova, bellissima soubrette, dotata di temperamento, di enormi qualità. Il nome? Top secret, sarà la stella televisiva del Duemila». Parola di Martufello.

Costanzo Spineo