Marco Columbro in coppia con Simona Ventura condurrà la nuova serie su Canale 5 Le beffe di «Scherzi a parte» Identica la formula delle passate e fortunate edizioni


ROMA. Marco Columbro, in coppia con Simona Ventura, sarà il nuovo conduttore di «Scherzi a parte», il programma sulle candid camera più incredibili e paradossali, che andrà in onda prossimamente su Canale 5. La formula del programma per questa sesta edizione resterà quella vincente delle scorse stagioni. Ma prima, con Lorella Cuccarini, presenterà «Trenta ore per la vita», la maratona televisiva che raccoglie fondi per la ricerca sul cancro. «L'unica novità di «Scherzi a parte» _ spiega Columbro _ è che le beffe continueranno anche in studio. Ci sarà un grande happening in cui gli ospiti verranno coinvolti in altre situazioni divertenti fatte all'impronta. Ci sarà un gioco di abilità durante il quale dovranno convincere dei clienti, che si trovano in un supermercato o dentro un taxi, a fare delle cose strane». _Che pensa di Simona? «E travolgente, è un vulcano. Ha una simpatia innata, che le permette di arrivare a tutti i tipi di pubblico. Eppoi ha una grande vitalità, una grande energia. Ritengo che per uno spettacolo come «Scherzi a parte» sia necessaria». _Non le dispiace di non avere anche Lorella Cuccarini come partner? «Con Lorella ci rivedremo nel 2000, quando faremo la «Paperissima» del Giubileo. Tra pochi giorni ci rincontreremo per condurre «Trenta ore per la vita». Lorella rimane, nella maniera più assoluta, la mia partner preferita. Su questo non ci sono dubbi». _ Qual è il più grande difetto di Lorella? «Lavora troppo. Spesso le dico: adesso basta Forse è così stakanovista perché, essendo nata ballerina, ha dovuto lavorare ore e ore in palestra. Lei è una che quando inizia a fare le prove di un programma massacra tutti. E molto precisa, esigente». _Perché appare di meno in tv rispetto agli anni scorsi? «Mi diverte di più fare teatro. Infatti sono ritornato a recitare dopo sei anni. Ho diminuito le mie apparizioni, anche perché la televisione sta dando prova di essere una grande fotocopiatrice. Questo discorso vale sia per la Rai che per Mediaset». _Come spiega il successo delle fiction? «Sono seguite perché, in una maniera o nell'altra, sono vicine al pubblico e i personaggi sono identificabili». _ Che tipo di padre è? «Beh. A volte sono il classico rompi. I bambini sono lo specchio di noi genitori. Certe cose che fanno infastidiscono, perché in realtà sei tu che le compi. Questa sorta di specchio fa sì che i bambini diventino poi dei maestri di vita. E molto più facile dire «no», piuttosto che mettersi lì e chiacchierare con loro. Io con mio figlio cerco di avere un bel dialogo, anche perché ha sei anni, un'età in cui sono molto perspicaci». _ Progetti? «A primavera una nuova fiction, una commedia sentimentale. Poi riprenderò a fare teatro con Lucio Ardensi».di Umberto Piancatelli