ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Bilancia dei pagamenti, si abbassa l'attivo. A giugno fuoriusciti 41.831 mld, pesa l'Opa Telecom Fuga di capitali all'estero: ? record Pochi investimenti stranieri: in Italia costano troppo


ROMA. La bilancia dei pagamenti ha registrato nel mesedi giugno un saldo positivo per la parte corrente pari a 2.432miliardi di lire, circa un terzo per? del risultato ottenutonel giugno 1998 (6.818 mld). Il confronto tra i dati dei primisei mesi del 1999 con quelli del 1998 mostra un ridimensionamentodell'avanzo corrente con 7.813 mld, rispetto ai13.307 mld del 1998 e un peggioramento del conto finanziarioche passa da un attivo di 10.573 miliardi a un saldo negativodi 17.934 mld. Nel mese di giugno si ? registrata unafuoriuscita di capitali italiani per 36.774 mld, solo in partebilanciata da capitali esteri in ingresso per 31.304 miliardi. L'Opa Olivetti su Telecomha sballato la bilancia dei pagamentiche in giugno ha registratoil nuovo record assolutodi uscite di capitali italiani:41.831 miliardi. Il dato storico? per? gonfiato _ spiega l'Ufficioitaliano cambi _ dal volumedelle sottoscrizioni delle obbligazioniTecnost, di dirittoolandese, valutabili in17-18.000 miliardi. A completarel'anomalia telecomunicazionicontribuisce anche il gradimentodimostrato dagli italianiper la privatizzazione diDeutsche Telekom, che avrebbeattratto 2-3.000 miliardi di lire.L'Opa Telecom ha incisoanche sui capitali in entrata:pesa infatti il mega-prestito da27-28.000 mmld acceso all'esterodall'Olivetti per finanziarein parte l'Opa. Quindi, molti pi? capitali oltrefrontieradi quanto stimato,poco appeal nell'attrarre investimentiesteri. Se la Banca d'Italiascopre un esodo di capitalid'impresa di quasi 142.500 miliardi,la KPMG _ in uno studiosui Paesi del G7 e l'Austria_ annuncia che gli stranierimettono il nostro Paese agli ultimiposti per convenienza. L'Italia ? solo sesta nella classificadi interesse quanto a costiper la localizzazione e la gestioneindustriale. Ma, sorpresa,la sua scarsa capacit? di attrattivanon ? dovuta al costodel lavoro che risulta essere sostanzialmentein linea, e in alcunicasi anche inferiore, rispettoagli altri Paesi europei.Sono altre le voci checausano il dirottamento degliinvestimenti: i costi dell'energiaelettrica (inferiori solo alGiappone), le telecomunicazioni(le pi? elevate tra i Paesi inesame), il trasporto aereo (inferioresolo all'Austria), i costi fiscali(il tasso effettivo d'imposizione? di gran lunga il pi? alto).La scarsa capacit? di attrazionedell'Italia si concentranei settori pi? avanzati.Facendo tesoro dei progressicompiuti negli ultimi anni,l'Italia deve continuare a lavoraresul miglioramento complessivodel proprio business,conclude lo studio, non dimenticandosidi quegli aspetti cheda sempre le fanno guadagnarela maglia nera e che incidono,seppure indirettamente,sui costi finali: burocrazia, carenzadelle infrastrutture e sistemalegislativo contorto ched? adito a costanti incertezze.